Il PD secondo Marziano: “Nicita garante e un percorso aperto che rimetta al centro il lavoro”

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L’esponente democratico traccia la strada per il rilancio del PD e la costruzione di un fronte ampio che sfidi la destra. E boccia la candidatura di Bufardeci a destra: C’è un tempo per ogni cosa

Un garante super partes e un percorso condiviso che porti a un ricambio generazionale e alla costruzione di un fronte politico unitario, che rimetta al centro il mondo del lavoro e che si muova attorno a un programma preciso. Questa è la ricetta che l’esponente del PD, Bruno Marziano, intervistato da SiracusaPress, propone per il rilancio del partito e, in generale, per la ricostruzione di un centrosinistra capace di affrontare le nuove sfide e di contrastare il centrodestra.

Sen Antonio Nicita“Penso che, a livello provinciale, l’unica soluzione per rimettere in moto il meccanismo è affidarsi a una funzione di garante – afferma Marziano – e la figura che abbiamo è quella di Antonio Nicita. Non cito Spada, che ad ogni modo deve essere coinvolto nel percorso di rilancio del partito, solo perché lui è il frutto di un’elezione nella quale c’è stata una competizione interna. Antonio Nicita, invece, è la persona che tutti abbiamo votato, pertanto lui può essere il garante capace di coinvolgere tutti quelli che si sono spesi in campagna elettorale e che a vario titolo hanno un ruolo. Il compito di Nicita deve essere quello di individuare, insieme al deputato regionale e alla candidata alle elezioni politiche, le necessarie forme di organizzazione in vista del congresso”.

Secondo l’ex deputato regionale e due volte presidente della Provincia, l’obiettivo deve essere quello di costruire un congresso in cui tutti si riconoscano e che coinvolga anche chi in questo momento non appartiene al PD: “Dobbiamo fare un congresso nel quale ci siano persone che hanno scelto con convinzione di tesserarsi, dobbiamo cercare di andare oltre la tradizionale base elettorale e organizzativa del partito, aprendo le porte a tutti quelli che vogliono entrare e mettendoli anche nei luoghi direttivi, facendo anche noi un passo indietro. Io credo di averlo fatto in modo visibile. Sono stato chiamato per dare una mano, l’ho fatto senza reclamare candidature. Bisogna dare segnali precisi se si vuole far parte di questo percorso”

Per Marziano è anche giunto il momento di un cambio generazionale all’interno del Partito Democratico: “Ètempo di un’altra generazione, e non perché il cambio generazionale debba essere obbligatorio ma perché è una delle componenti necessarie per un cambiamento di prospettiva. Accanto a ciò è necessario tornare a comprendere qual è la categoria sociale alla quale dobbiamo guardare e per la quale noi esistiamo. Il partito democratico e le forze di sinistra devono rappresentare il mondo del lavoro. Il primo obiettivo, dunque, deve essere quello di recuperare il nostro rapporto con il mondo del lavoro. Possiamo riuscirci attraverso l’attenzione ai temi della zona industriale, ai diritti sociali, ma anche tornando ad avere credibilità nel mondo dell’ambientalismo sostenibile, quello che cerca di conciliare le attività umane e antropiche con la tutela dell’ambiente e del territorio”.

Riguardo a Siracusa e alla possibilità di costruire una coalizione capace di coagularsi attorno a una visione comune della città e delle sue urgenze, l’esponente democratico rimarca la differenza che deve esistere tra centrodestra e centrosinistra: “In genere nelle coalizioni funziona così: il centrodestra ha come collante il potere, vale a dire si conquista il potere e poi si risolvono le contraddizioni. Nel centrosinistra, invece, il collante deve essere il programma, partendo da alcune idee forti riguardo alla visione della città e al modello di sviluppo economico che vogliamo. Ad esempio, io credo che il turismo sia una componente fondamentale, però deve essere sostenibile. Poi bisogna occuparsi di salvaguardia e riconversione energetica ed ecologica della zona industriale, di agricoltura, e così via. Il nostro collante, insomma, deve essere il programma, per costruire una coalizione aperta a tutti quelli che ci vogliono stare”.

A proposito di composizione della coalizione per le comunali del 2023, Marziano ha un’idea precisa: “Inutile perdere tempo con chi con noi sicuramente non ci starà, perché ha già scelto di fare un percorso proprio e ha già un programma e un candidato, come ad esempio il Movimento Civico 4. Io penso invece al movimento civico Lealtà e Condivisione, al Movimento 5 stelle, a quelli che dal Movimento 5 Stelle sono andati via e che, a mio avviso, andrebbero coinvolti. Dobbiamo realizzare un’aggregazione di civismo politico che può sfidare il centrodestra. Perché oggi il centrodestra ha i suoi problemi. Voglio ricordare che quando c’è stato il periodo dell’allineamento cosmico, cioè quando governo nazionale, regionale, Provincia e Comune capoluogo erano tutti in mano alla stessa coalizione politica, c’è stato un caos totale, anche nei rapporti fra di loro”.

Sulle voci di una candidatura a sindaco di Bufardeci, sostenuto dal centrodestra unito, l’ex presidente della Provincia esprime più di una perplessità: “Sinceramente non penso che Bufardeci abbia voglia di fare quest’esperienza. Io sono contro le fotocopie sbiadite di quello che si è stati nel passato. Personalmente, ad esempio, anche se ci fosse il ritorno all’elezione diretta alla Provincia, io non mi candiderei di nuovo, perché penso che ci sia un tempo per ogni cosa. Io e Bufardeci rappresentiamo un periodo dell’amministrazione della città che tutti ricordano positivamente, ma c’erano altre condizioni”.


Infine, Marziano torna sul percorso che il suo partito deve fare per poter proporre un nome e un programma che possano convincere i siracusani: “Il Partito Democratico deve guardare nuovamente ai corpi sociali, a partire da CGIL CISL UIL, che hanno si occupano della tutela del mondo del lavoro e dei suoi problemi, e poi deve guardare alla piccola e media impresa artigiana e commerciale, al CNA, alla Confesercenti, alla Confcommercio. Dobbiamo parlare a questi soggetti e con loro dobbiamo costruire un percorso alternativo. Il candidato sindaco può venire fuori solo attraverso due sistemi: o ciascuno mette in campo i nominativi e poi si fa una selezione di natura politica, attraverso il confronto, oppure si fa una primaria di coalizione in cui tutti accettano l’idea che, all’indomani, il nome che prevale è il candidato sindaco di tutti. Questo è l’unico percorso possibile, tutte le altre strade sono fughe in avanti, forzature che non portano da nessuna parte”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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