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Fede e devozione

“La preghiera mi ha salvato”: la testimonianza miracolosa di un devoto di San Sebastiano

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Un racconto di fede e speranza dalla città di Siracusa: parametri vitali incompatibili con la vita, poi la guarigione nel giorno del Santo

Una testimonianza che va oltre la semplice devozione quella di Salvatore Bisicchia, storico portatore del simulacro di San Sebastiano, che racconta la sua esperienza tra vita e morte, culminata in quella che lui stesso definisce una “rinascita” avvenuta proprio nei giorni dedicati al Santo patrono di Siracusa.
La storia inizia nel 2000, quando appena diciottenne Bisicchia inizia il suo percorso di fede come portatore del simulacro, proseguendo poi con varie esperienze di devozione tra Catania, Acireale e Belvedere. Ma è nel 2024 che si verifica quello che lui stesso descrive come un intervento miracoloso.
“Il ricovero è avvenuto il 17 gennaio, all’inizio del triduo”, racconta Bisicchia. “Il 20 gennaio, proprio nel giorno della festa di San Sebastiano, ho avuto ulteriori crisi respiratorie e pre-arresti cardiaci con parametri che i medici definivano ‘non compatibili con la vita’“.
Il momento più toccante del racconto riguarda un’esperienza mistica: “Mentre mi vedevo dall’alto con il letto circondato dai medici, una voce forte e autorevole mi diceva: ‘se non preghi, muori!‘”. Bisicchia inizia così una preghiera di invocazione ai santi, tra cui San Sebastiano, Santa Lucia e Sant’Agata.
La svolta arriva il 27 gennaio, giorno dell’ottava della memoria liturgica di San Sebastiano, quando Bisicchia si risveglia dal coma farmacologico. “Da allora dico sempre che la malattia non è condanna ma è la grazia che avvicina al mistero di Dio“, afferma con convinzione.
Questa testimonianza si aggiunge alle numerose storie di fede e devozione che caratterizzano il culto di San Sebastiano a Siracusa, confermando il forte legame tra il Santo e la città aretusea.

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