Rincari, CNA: “Situazione grave, urgente fissare tetto sul gas e puntare sulle rinnovabili

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Rosanna Magnano (CNA): “Se non si interverrà in tempo, si rischiano la chiusura di tante imprese o un aumento generale dei prezzi di prodotti e servizi

Nella provincia di Siracusa, la situazione delle imprese, a seguito dell’aumento dei costi dell’energia, è devastante. Lo ha certificato il CNA di Siracusa attraverso una indagine che ha coinvolto circa 150 aziende associate. La fotografia scattata mostra uno scenario preoccupante, che richiede un intervento efficace e tempestivo del governo nazionale, che però, malgrado le tante sollecitazioni, non ha ancora prodotto una risposta né soluzioni di alcun tipo.

Per CNA non c’è più tempo da perdere ed è necessario approntare e mettere in atto una duplice strategia, che dovrebbe prevedere la fissazione di un tetto al prezzo del gas e gli investimenti sulla transizione energetica, consentendo anche alle piccole e medie imprese di accedere agli incentivi per il passaggio alle fonti rinnovabili. Una strategia, dunque, che prevede misure immediate e altre che permetterebbero di guardare avanti, a medio-lungo termine, con una visione complessiva necessaria a scongiurare il ripetersi di situazioni ugualmente drammatiche in futuro, visto anche il clima di instabilità che si respira attualmente in Europa.

Di questi temi, ha parlato Rosanna Magnano, presidente provinciale di CNA, nell’intervista rilasciata a SiracusaPress.

Presidente, la fotografia scattata da CNA sulla situazione in provincia di Siracusa è drammatica. Qual è la misura della crisi, legata ai rincari energetici, nel nostro territorio?

La definizione più giusta è “devastante”, perché i dati che abbiamo rilevato con i nostri associati sono allarmanti. Abbiamo coinvolto 150 imprese che appartengono a diversi settori, visto che come CNA siamo trasversali e quindi abbiamo la possibilità di ascoltare le esigenze dei tanti settori che compongono l’economia della nostra provincia. È emerso che i rincari sono molto importanti. Quasi la metà (il 45%) delle aziende che abbiamo sentito, ci parlano di costi aumentati del doppio, mentre il 50% denuncia costi triplicati. Questo è veramente grave, perché parliamo di ristorazione, produzione alimentare in genere, quindi panifici, servizi alla persona. Bisogna correre ai ripari velocemente, senza slogan elettorali, perché si tratta di esigenze primarie per l’economia di Siracusa, così come di tutto il Paese, visto che la situazione è seria in tutte le province.

Qualcuno nelle istituzioni ha risposto alle vostre sollecitazioni?

Risposte non ne sono arrivate. Solo attesa per disposizioni che dovevano giungere dall’Europa, con la quale il governo si è fatto sentire, anche perché l’Italia è stata la prima a evidenziare questo tipo di esigenza. Come CNA ne parliamo da mesi, non è un discorso relativo alle ultime settimane. nostri dirigenti nazionali hanno avuto più di una interlocuzione con il governo Draghi, ancora prima che fosse sfiduciato. Chiediamo che ci si muova senza attendere l’Europa, perché abbiamo la necessità che si faccia qualcosa nel brevissimo termine, in quanto i rischi sono due e sono grossi.

Quali?

Il primo è che le aziende chiudano, perché i costi diventano eccessivi e insostenibili. Il secondo è che la situazione determinerà un aumento dei prezzi dei prodotti e dei servizi, quindi anche di beni primari, come ad esempio il pane o il latte, e di tutti i generi alimentari. Alcuni ristoranti e locali nel nord Italia, in Lombardia e in Veneto, stanno già applicando questi aumenti, c’è la voce anche nello scontrino. Ciò significa che questa è una problematica che tocca tutti i cittadini, perché i rincari si riverberano su ciascuno di noi e sulle nostre famiglie, sia per quel che riguarda l’energia e le bollette, sia per quel che concerne i prodotti. Una situazione simile diventa difficile da sostenere.

Secondo l’indagine che avete svolto, quali sono i settori maggiormente colpiti dai rincari?

Sicuramente la ristorazione, non solo intesa come ristoranti e pizzerie, ma anche bar e locali che hanno forni, cucine con friggitrici, frigoriferi, celle frigorifere, e poi la parte di produzione, quindi tutte le aziende più energivore, come possono essere i panifici, ad esempio, la cui produzione è interamente basata su strumentazione che utilizza elevate quantità di energia.

Quali sono gli interventi che chiedete per far fronte a questa situazione?

Noi chiediamo, innanzitutto, che si fissi un tetto al prezzo del gas, considerato che anche la Germania, finalmente, si è convinta che questa sia la strada migliore da percorrere. Poi, oltre a ciò, chiediamo di realizzare nuovi provvedimenti sul fotovoltaico, sul solare termico. Abbiamo chiesto che gli incentivi per chi vuole investire sulle rinnovabili e, dunque, su impianti fotovoltaici (la nostra indagine ha rilevato che il 70% degli imprenditori vorrebbe farlo), vengano estesi alle piccole e medie imprese. Perché al momento riguardano solo i grandi impianti. In Italia e nel nostro territorio, però, piccole e medie imprese sono la maggioranza, quindi prevedere un credito di imposta del 50% dell’investimento iniziale, perlomeno per un triennio o qualcosa in più, ci aiuterebbe moltissimo. Potremmo risolvere il problema all’origine, evitando di dipendere così tanto dalle vecchie fonti energetiche, iniziando a produrre e a essere più indipendenti. Sarebbe una progettazione a medio e lungo termine da prendere in considerazione, perché non possiamo continuamente mettere delle toppe. Dobbiamo iniziare a programmare.

In campagna elettorale si parla poco e in modo non concreto di questo problema. Cosa vi aspettate dalla politica in questo senso?

Ci stiamo muovendo per chiedere degli incontri a tutti i candidati, sia alla Regione che alle politiche. Lo stiamo facendo qui in Sicilia e lo stanno facendo anche i nostri rappresentanti a Roma. Noi abbiamo già presentato un vademecum con le richieste che riteniamo essere più importanti e urgenti per l’economia e le imprese del nostro territorio e di conseguenza dell’intero Paese. Stiamo chiedendo di essere ascoltati e di avere degli incontri dopo le elezioni. Perché adesso sicuramente ci incontreranno e ascolteranno, speriamo che poi le stesse richieste vengano accolte e portate avanti anche il giorno dopo le elezioni.

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