[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Massimiliano Perna “][vc_column_text]
L’ufficio della polizia municipale che rilascia i pass per i diversamente abili è posto al primo piano, senza ascensore o passerelle elettriche. E la documentazione va consegnata a mano.
L’ufficio della polizia municipale che rilascia i pass per i diversamente abili, che garantiscono la possibilità di parcheggio facilitato, è il primo ostacolo da superare per chi ha difficoltà motorie. La storia rimbalza sui social, dove una donna siracusana, con limiti motori, denuncia la difficoltà di ricevere quanto le spetta di diritto, a causa della ottusità della burocrazia e, soprattutto, a causa delle barriere architettoniche che proprio l’ufficio competente pone davanti all’utente.
Procediamo con ordine, partendo dal fatto, già di per sé assurdo, che la documentazione cartacea necessaria per la richiesta del pass deve essere consegnata brevi manu, non esistendo alcuna forma di servizio online. Per la stessa ragione, una volta che l’iter viene completato e il pass è pronto, bisogna tornare sempre sul posto per firmare. Due viaggi evitabili, se solo si digitalizzassero i servizi. Nel 2022, infatti, in epoca di Spid, firma digitale e altro, per di più in una città capoluogo di provincia, è inaccettabile che certe pratiche non possano essere inviate in formato digitale.
Ma non è tutto, perché qui nasce il primo paradosso, che aggrava ancora di più la situazione: l’ufficio al quale consegnare la documentazione si trova al primo piano dell’edificio sito al molo Sant’Antonio. E per accedere al primo piano esistono solo le scale. Niente ascensore, nessun mezzo per la salita di persone con difficoltà motorie. Una mancanza che stride con i tanti discorsi che quotidianamente ascoltiamo sull’inclusione, sulla non discriminazione, sull’attenzione alla disabilità. Retorica vuota, se poi in una struttura pubblica si registrano mancanze simili.
Come si fa a organizzare un ufficio al quale si devono rivolgere le persone con diversa abilità e a non preoccuparsi di renderlo accessibile? Non si risponda che eventualmente ci sono gli accompagnatori che possono fare la spola tra piano terra e primo piano, perché un Paese civile non ragiona così, non può riconoscere diritti per delega. Né si dica che la struttura è vecchia e non è possibile adeguarla, perché ci sono luoghi ancora più vecchi che sono stati resi fruibili e nei quali le barriere architettoniche sono state abbattute. Oltre al fatto che, intanto, basterebbe riorganizzare gli uffici, magari spostando quello per il rilascio dei pass per disabili al piano terra. Fermo restando che l’assenza di servizi digitali rimarrebbe comunque un punto dolente. Ma almeno, permettere a un diversamente abile di varcare la porta di un ufficio che lo riguarda, sarebbe un passo in avanti.
Speriamo che la nuova comandante della polizia municipale possa porre rimedio quantomeno a questo ultimo aspetto, dando un segnale di civiltà a una città nella quale l’inciviltà percepita è persino minore di quella realmente vissuta ogni giorno sulla propria pelle da tante cittadine e cittadini.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]












