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Il trono di Spatole – La polemica alla matalotta su Granata e vaccini

di Emiliano Colomasi

Come se non ci fosse altro di più importante di cui discutere, la polemica sulle sparate dell’assessore Fabio Granata hanno preso la scena del dibattito politico in salsa siracusana. Un turbinio di dichiarazioni, smentite, chiarimenti, accuse, sospetti e unghie che si arrampicano sugli specchi e poi, inevitabilmente, scivolano giù.

In 24 ore è successo di tutto: Granata che commenta un post ed esprime solidarietà alle sorelle Rodriguez, Belen e Cecilia e alla loro decisione di fare festa e ballare nonostante i divieti. Mario Bonomo del Mpa, che legge il commento, inorridisce, vacilla e poi chiede le immediate dimissioni dell’assessore alla cultura di Siracusa. Granata che rilancia con teorie sui generis –  un po’ Focus, un po’ Voyager, un po’ Fragolina82 – sui vaccini, su scienza vs natura, punta il dito contro gli scienziati in tv e in generale contro la narrazione che viene fatta di questa pandemia “trasformata in tragedia mondiale e rappresentazione scenica intrisa di novantenni eroici ed eroici infermieri”.

Nella tarda serata, con una nota alla stampa, Vera Corso, dell’assemblea nazionale di Italia Viva, stigmatizza le parole e l’atteggiamento di Granata, ricordando – come se la cosa in sé potesse interessargli – che la posizione del partito di Renzi sulla pandemia e sull’importanza della vaccinazione è chiara. Poi, la Corso si domanda cosa farà il sindaco Italia nei confronti di chi: “esterna i propri dubbi sulla campagna vaccinale e pretende di essere lasciato in pace perché parlare di Covid lo nausea”. 

In mattinata il Sindaco Italia, prova a disinnescare la “bomba” ed è costretto a difendere il suo assessore malgrado tutto: “non possiamo mettere alla gogna chi nutre dei dubbi sui vaccini”, dice smorzando i toni ai microfoni di Fm Italia. “La mia giunta – prosegue – parla a pezzi molto diversi della città. Ci sono quelli che hanno posizioni più vicine alle mie, altri che sposano le posizioni dell’assessore Granata, e così via”. Il Sindaco insomma, si fa strenuo difensore della libertà individuale, principio che tutti riconosceremmo anche se, quando si parla di esponenti delle istituzioni, uno si aspetta quantomeno il senso della misura che in questa vicenda, non sembra proprio essere stato preso in considerazione. 

Insomma, di silurare Granata non se ne parla nemmeno anche perchè, come ricorda il Sindaco, l’assessore alla cultura e alla legalità “ha una storia politica e personale che lo mette a riparo da ogni polemica strumentale nata ad arte”. Come a dire: voi lo caccereste De Gasperi? Ma certo che no, vorrei proprio vedere.

Sembrerebbe finita qui ma nel pomeriggio, arriva un’altra nota da Italia Viva, stavolta a firma di Tiziano Spada, uno dei coordinatori provinciali in quota Cafeo. Spada ribadisce ancora una volta la posizione del partito su vaccini e pandemia (una fissazione) e poi, pur definendo poco felici le dichiarazioni di Granata, bacchetta la Corso: “Invitiamo i nostri dirigenti – scrive nella nota – ad evitare facili strumentalizzazioni” e poi “auspichiamo che i nostri dirigenti passino molto più tempo a confrontarsi con i territori e con i rappresentanti eletti o nominati nelle istituzioni e non a spulciare i commenti online”.

Nel frattempo, la polemica è passata di bacheca in bacheca, storpiando i nomi, i temi, le priorità e trasformandosi nell’ennesima, inutile partita tra tifosi di uno e dell’altro schieramento, sebbene, la vicenda ci abbia regalato delle chicche imperdibili.

Qualcuno, esausto, parafrasando Elio e le storie tese, ci ha scritto persino una canzone:

Parcheggi abusivi, 

Applausi abusivi, 

Villette abusive, 

Giunta sessista abusiva

Italia sì, Granata no, Italia bum, la giunta impunita

Infetto sì, infetto no, quintali di plasma

Balli sì, opinionista dai, scienziato fantasma

Io fantasma non sarò e al tuo vaccino dico no

Se mi inietti e sperimenti fischiettando ti dirò…

Qualcun altro, purtroppo, ha rafforzato le sue opinioni: “Condivido la risposta del Sindaco riguardo il pensiero di Granata che condivido completamente – si legge in uno dei tanti commenti sui social –  Non si può mettere alla gogna chi come me pensa tutto il contrario su questo virus e sui vaccini. Io non credo al virus e nessuno mi può obbligare a farlo. Pasqua? in campagna da me saremo in 22. Questo è il mio pensiero libero di un uomo libero”.

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