La Chiesa Madre di San Paolo a Solarino, colpita da un fulmine lo scorso 18 giugno, resta chiusa al pubblico, ma le istituzioni civili e religiose sono al lavoro per tracciare un percorso che, seppur lungo, possa restituire ai cittadini il loro luogo simbolo
A fare il punto della situazione, in una conferenza stampa congiunta, sono stati il sindaco Tiziano Spada e il parroco Padre Luca, che hanno annunciato una riapertura parziale a breve, ma anche la necessità di un restauro complesso che richiederà tempo e ingenti risorse.
La messa in sicurezza e la festa di San Paolo
“Da quel giorno non siamo rimasti con le mani in mano”, ha esordito Tiziano Spada. Dopo una serie di tavoli tecnici con Curia, Sovrintendenza, Genio Civile e Vigili del Fuoco, la prima, immediata soluzione è stata approvata: la messa in sicurezza delle due navate laterali.
“Questo permetterà una fruizione minima, con un accesso limitato a 30-40 persone”, ha spiegato Padre Luca. Una decisione cruciale per due motivi. Il primo è garantire una continuità, seppur ridotta, alla vita liturgica della parrocchia, che al momento non ha altre chiese disponibili se non quella delle suore carmelitane. Il secondo, e più imminente, è salvare la Festa di San Paolo, patrono della città. “La messa in sicurezza della navata laterale di San Paolo – ha confermato il parroco – ci consentirà di poter far uscire la statua del Santo per la processione”. La messa solenne, come anticipato da Spada, si terrà sul sagrato della chiesa. I dettagli del programma della festa, che vedrà la partecipazione del Vescovo di Alghero e di una delegazione da Malta, saranno comunicati la prossima settimana.
Un restauro lungo e costoso: “Non sarà un’incompiuta”
La strada per il pieno recupero della chiesa è però in salita. L’incendio ha provocato due grandi fori nel tetto e il crollo di una trave sulla volta sottostante, realizzata in canna e gesso, rendendone precaria la stabilità. “Non abbiamo ancora la contezza dei danni”, ha ammesso Padre Luca, spiegando che è ancora necessaria una perizia per quantificarli e capire se dovrà essere rifatto l’intero tetto.
I tempi, inevitabilmente, saranno lunghi. “Sicuramente non è un qualcosa che verrà fatto da qui a sei mesi, è un qualcosa che comporterà un anno, un anno e mezzo”, ha chiarito Tiziano Spada. Il Comune di Solarino non ha le risorse per sostenere un intervento così oneroso, ma Spada, nel suo ruolo di deputato regionale, si è già attivato per intercettare finanziamenti regionali e ministeriali. “Sarà mia cura, insieme a Padre Luca, portare avanti tutte le iniziative che ci consentiranno di ripristinare quel luogo nel più breve tempo possibile. Non sarà l’ennesima incompiuta”, ha promesso.
Nell’immediato, si sta provvedendo a coprire i buchi sul tetto con dei teloni per evitare ulteriori danni causati da eventuali piogge, mentre si valuta la possibilità di allestire una tensostruttura in piazza per le celebrazioni, in attesa che il cuore di Solarino possa tornare a battere a pieno regime.











