Aggiornato al 10/07/2025 - 12:50
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La sfida

Scimonelli (Insieme): «Siracusa può diventare punto di riferimento per il cicloturismo, ma serve decoro urbano»

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Scimonelli richiama l’attenzione su rifiuti, segnaletica carente e percorsi ciclabili mancanti che penalizzano il cicloturismo a Siracusa

Il cicloturismo è un settore in crescita in tutta Europa, capace di generare un indotto economico sostenibile e diffuso. Tuttavia, a Siracusa questa opportunità appare ancora trascurata.

La Confederazione Nazionale dell’Artigianato (CNA) ha recentemente evidenziato le condizioni che scoraggiano i cicloturisti, provocando disdette da parte di gruppi organizzati e perdite per gli operatori turistici locali. Tra i principali problemi segnalati si trovano «strade invase dai rifiuti, carenza di segnaletica, assenza di percorsi ciclabili sicuri e funzionali».

Ivan Scimonelli, Capo Gruppo della lista civica Insieme, commenta: «Conosco bene la bellezza dei nostri percorsi e, purtroppo, anche l’imbarazzo nel dover attraversare chilometri di spazzatura e incuria. È uno “spettacolo” indegno, che mortifica chi ama questo territorio e scoraggia chi vorrebbe scoprirlo.»

L’appello è rivolto tanto all’Amministrazione comunale quanto ai cittadini: «Se le nostre strade sono sporche non è solo colpa dell’Amministrazione. La responsabilità è anche – e spesso soprattutto – di quei cittadini che, senza alcun senso civico, continuano a buttare di tutto per strada, nelle campagne, lungo i percorsi più suggestivi. Un comportamento inaccettabile che danneggia l’immagine della città e vanifica ogni sforzo di promozione turistica.»

Secondo Scimonelli, Siracusa «potrebbe diventare un punto di riferimento per il cicloturismo nel Mediterraneo, ma per farlo serve una visione. Servono strade pulite, percorsi accessibili e continui, una segnaletica adeguata e un piano strategico di valorizzazione della mobilità dolce. Serve, soprattutto, rispetto per la città e per chi la vive.»

Il cicloturismo viene così descritto come un settore che va oltre il turismo, coinvolgendo «lavoro, sviluppo, cultura del territorio». Ignorare questo potenziale significherebbe «rinunciare consapevolmente a un pezzo di futuro».

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