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Allarme carburante negli aeroporti europei: rischio carenze senza riapertura dello Stretto di Hormuz

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L’associazione degli aeroporti europei ha scritto al commissario ai Trasporti segnalando scorte in calo e forniture a rischio a causa dell’instabilità nel Golfo Persico, con prezzi già raddoppiati in alcuni scali e la stagione estiva alle porte.

Gli scali europei potrebbero presto affrontare una grave carenza di carburante per aerei se il traffico nello Stretto di Hormuz non tornerà alla normalità entro poche settimane. È quanto emerge da un documento visionato dal Financial Times, che riporta le preoccupazioni espresse dall’associazione ACI Europe in una comunicazione indirizzata al commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas.

Secondo l’associazione, che rappresenta gli aeroporti dell’Unione europea, le scorte di carburante per l’aviazione stanno progressivamente diminuendo. A pesare sulla situazione è soprattutto l’instabilità nell’area del Golfo, dove le attività militari stanno ostacolando le rotte di approvvigionamento, aggravando ulteriormente la pressione sulle forniture.

Nella lettera inviata a Bruxelles si sottolinea la crescente preoccupazione del settore per la disponibilità di carburante, evidenziando la necessità di un monitoraggio costante e di interventi tempestivi da parte delle istituzioni europee. Il rischio, si legge, è che in assenza di una ripresa stabile del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz entro tre settimane, l’Europa possa trovarsi di fronte a una carenza “sistemica”.

Il tema assume particolare rilevanza alla vigilia della stagione estiva, periodo cruciale per il trasporto aereo e per l’intero comparto turistico, da cui dipendono molte economie europee. Intanto, segnali di tensione arrivano già da altri Paesi: in alcune aree dell’Asia, come il Vietnam, sono state introdotte misure di razionamento del carburante per aerei.

In Europa, al momento, non si registrano ancora carenze diffuse, ma l’aumento dei prezzi – in alcuni casi raddoppiati – e gli avvertimenti delle compagnie aeree su possibili cancellazioni indicano che la situazione potrebbe rapidamente deteriorarsi senza un miglioramento delle condizioni di approvvigionamento.

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