Domani, 2 luglio, presidio davanti alla casa del mediatore culturale ivoriano scomparso nel 2022 dopo aver denunciato lo sfruttamento. “Indagini ferme, serve una risposta dalle istituzioni”
“Verità e giustizia per Daouda Diane!” È questo l’appello che le federazioni di Rifondazione Comunista di Siracusa e Ragusa, tramite il segretario Peppe Puccia, lanciano in vista del sit-in e assemblea che si terrà domani, mercoledì 2 luglio, alle ore 18:30 ad Acate, davanti alla casa che fu di Daouda Diane, scomparso nel nulla esattamente tre anni fa.
Una scomparsa avvolta nel mistero e nei ritardi
Era il 2 luglio 2022 quando Daouda Diane, 37 anni, mediatore culturale ivoriano e operaio in un cementificio della zona di Acate (RG), scomparve senza lasciare traccia. Nei giorni precedenti, Daouda aveva pubblicato due video di denuncia sulle gravissime condizioni di lavoro a cui era sottoposto, con parole che ancora oggi risuonano come un monito: “Qui si muore.”
Da allora, denuncia Rifondazione, “nessuna traccia della sua persona o del suo corpo è mai stata ritrovata.” La vicenda è resa “ancora più drammatica e inquietante dal fatto che le indagini siano iniziate con grave ritardo e con scarso impegno da parte delle autorità”. Solo settimane dopo la denuncia, la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio e occultamento di cadavere, ma i ritardi e la superficialità investigativa hanno pesato fin dall’inizio. Le perquisizioni nel cementificio non hanno dato esiti concreti e sul caso è calata “indifferenza e paura”.
Tre anni di battaglie per la verità
Fin dal primo momento, i suoi compagni e il sindacato USB hanno organizzato presidi e cortei per rompere il silenzio. Nel febbraio 2023, la Commissione Antimafia regionale si è recata ad Acate, portando l’attenzione nazionale su un “caso emblematico di sfruttamento, invisibilità e possibile criminalità”. Anche la CGIL, insieme a Libera e Don Luigi Ciotti, ha partecipato a una manifestazione nel 2023. “Ma nessun passo avanti concreto è stato compiuto. Oggi, a tre anni dalla scomparsa, le indagini sono ferme e la verità è ancora negata,” afferma Rifondazione.
L’impegno di Rifondazione Comunista
“Come Rifondazione Comunista Siracusa–Ragusa, saremo presenti al sit-in,” si legge nella nota, “per esprimere solidarietà ai suoi familiari e ai suoi compagni, che continuano ad attendere risposte, e per chiedere con forza verità e giustizia.”
L’impegno è quello di continuare a “denunciare il sistema di sfruttamento, caporalato e omertà che colpisce i lavoratori migranti nella nostra regione. Nessuno si senta esente da responsabilità. Nessuno si volti dall’altra parte, dalle istituzioni locali e nazionali fino agli organi inquirenti e giudiziari. Verità e giustizia per Daouda Diane. Ora.”






