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Il primo dirigente della Divisione Anticrimine, Maria Antonietta Malandrino: “In provincia, nel 2022, 40 ammonimenti. Le donne si rivolgano subito alle forze di Polizia”
Negli ultimi mesi, in provincia di Siracusa, si è assistito a una recrudescenza dei casi di molestia, stalking e violenza sulle donne. Sono quotidiani i comunicati delle forze dell’ordine in merito a denunce e ammonimenti nei confronti di molestatori, che possono essere conoscenti oppure convinventi o ex conviventi. Nella provincia di Siracusa, dal 1° gennaio a oggi, sono già stati 40 i provvedimenti di ammonimento emessi dal questore di Siracusa per atti persecutori e per le prime forme di violenza domestica.
Uno strumento, quello dell’ammonimento, che il legislatore ha messo a disposizione del questore con l’obiettivo di fermare sul nascere le forme di violenza, cercando di tutelare la donna, la sua libertà e la sua incolumità, ma anche di intervenire sull’uomo maltrattante, invitandolo a farsi seguire dalle strutture esistenti anche nella nostra provincia, in modo da rieducarsi al rapporto con l’altro e in particolare con le donne.
La dott.ssa Maria Antonietta Malandrino, prima dirigente della Divisione Anticrimine della questura di Siracusa, intervistata da SiracusaPress, ha spiegato che l’aumento dei numeri si spiega con “la richiesta di aiuto che viene inoltrata, con una certa costanza presso gli uffici della Divisione Anticrimine della questura di Siracusa, grazie a una campagna di informazione che ha diffuso uno strumento essenziale, nella disponibilità del questore, che è la possibilità di infliggere l’ammonimento agli uomini maltratttanti”. Secondo la dirigente della questura, “è cresciuta la fiducia delle donne verso la polizia di Stato e verso questo strumento che ci consente di intervenire in una fase antecedente alla commissione di fatti gravi che poi di solito vengono portati all’attenzione dell’autorità giudiziaria”.
Per la dott.ssa Malandrino risulta fondamentale, però, che le donne “si rivolgano alla polizia subito, al primo episodio di violenza, perché l’ammonimento del questore ci consente di interloquire immediatamente con il soggetto maltrattante, per cercare di riportarlo sulla retta via”. Uno strumento che “funziona, perché abbiamo notato, almeno a livello provinciale – afferma la dirigente -, che il pericolo di recidiva si è notevolmente abbassato a seguito della notifica di applicazione del provvedimento”.
E alle donne che vorrebbero denunciare, ma non ne trovano il coraggio per timore di non essere tutelate, la dott.ssa Malandrino rivolge un messaggio, da donna e da poliziotta: “È impossibile non tutelare le donne, la loro tutela è il nostro primo obiettivo. Combattiamo il fenomeno della violenza di genere allo stesso modo in cui combattiamo la mafia, ovviamente con gli strumenti che il legislatore ci mette a disposizione. Lavoriamo in maniera celere per ottenere risultati, ma altrettanto celere deve essere il ricorso della donna alla forze di polizia; non deve aspettare di superare il limite oltre il quale il rischio dipende poi da tante variabili”.
Guarda qui il video con l’intervista completa alla dott.ssa Maria Antonietta Malandrino.
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