Francesco Italia: “Evento D&G momento di ripartenza, a Siracusa altri due grandi eventi”

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Il sindaco di Siracusa: “Il tipo di turismo che abbiamo attirato ha fatto crescere la città, Ortigia non ha subito una trasformazione negativa”

Il turismo in Sicilia è tornato a marciare a grande ritmo. Secondo i dati forniti dal dipartimento del Turismo della Regione Siciliana, nei primi sette mesi del 2022 si è registrato un aumento delle presenze del 93,6% rispetto all’anno scorso. Sono stati 2.340.048 gli arrivi e 7.302.064 le presenze, quasi il doppio in confronto ai dati relativi allo stesso periodo del 2021. Un risultato che si avvicina molto ai numeri del 2019, cioè prima della pandemia, quando non vi erano né restrizioni né paure per il contagio. La Sicilia che punta sul turismo, dunque, riparte, creando un indotto che coinvolge non solo il settore alberghiero-ricettivo, ma anche quello extralberghiero, della ristorazione, dei servizi. Nonostante le difficoltà, le carenze, le visioni non sempre a lungo termine.

La provincia di Siracusa è stata protagonista di questa ripartenza, con un’offerta turistica che ha iniziato a puntare sempre più in alto, sfruttando la bellezza dei luoghi e organizzando grandi eventi per attirare un tipo di turismo di livello alto e offrire una serie di opportunità che potessero invogliare i visitatori a permanere nelle località di approdo. Insomma, l’obiettivo è quello di scongiurare il turismo mordi e fuggi e di promuovere un maggiore legame tra il turista e i luoghi di accoglienza.

Dopo aver parlato di Noto, con il sindaco Corrado Figura che ha tracciato le linee dell’offerta e i programmi futuri della città barocca, oggi parliamo di Siracusa e della stagione che ha visto un grande afflusso turistico tra le vie, le spiagge e i monumenti della città. Lo facciamo con Francesco Italia, sindaco di Siracusa, intervistato da SiracusaPress.

Sindaco Italia, i dati regionali parlano di un ritorno del turismo a numeri pre-pandemia. Siracusa, quest’estate, è stata una delle mete preferite.

Ritengo che quest’anno ci sia stato un momento di ripartenza incredibile per la nostra città: naturalmente mi riferisco all’evento di Dolce e Gabbana, che ha portato non solo le star che tutti conosciamo, ma anche influencer famosissimi nei loro paesi, in Medio Oriente o in Sudamerica. Come ad esempio Anitta, che qui conosciamo poco ma che è una star da record seguita in tutto il mondo, con 63 milioni di follower. Parliamo di persone, di influencer di moda e non solo, che hanno un enorme seguito e che veicolano un’immagine del luogo che è positiva. Grazie poi al lavoro che si è fatto, soprattutto con la film commission, le immagini della nostra città sono diventate protagoniste di importanti produzioni internazionali. La bellezza di Siracusa oggi viene comunicata in Italia e soprattutto all’estero. Non è un caso che il responsabile degli albergatori abbia detto che, quest’anno, alla fine, avremo più turisti stranieri che italiani.
L’immagine è sicuramente importante, ma qual è la reale capacità di accoglienza di Siracusa?

 Negli ultimi anni sono stati fatti importanti investimenti nelle infrastrutture alberghiere. Quest’anno, ha riaperto il Des Etrangers, abbiamo una bellissima e nuova struttura sul lungomare Alfeo, ci sono strutture disseminate lungo tutta la città e nelle aree marine che hanno cominciato a proporre un certo tipo di offerta, perché questo turismo è anche alla ricerca di strutture ricettive che abbiano caratteristiche in linea con certi standard. Al di là di alcune legittime contestazioni, devo dire che, nella ricerca di un maggiore equilibrio tra la presenza massiccia dei turisti e la vivibilità, questo turismo ha determinato non solo una crescita di attività commerciali legate alla somministrazione, spesso di standard elevato, ma anche la nascita di attività artigianali di altissimo livello che stanno arricchendo il nostro tessuto urbano e commerciale.

Il sindaco di Noto, in una recente intervista, ci ha detto che l’accoglienza turistica a Noto avviene senza che venga stravolta la fisionomia della città. A Siracusa, in particolare a Ortigia, spesso ci sono polemiche su come i luoghi sono stati trasformati per far spazio alla ricettività turistica in senso ampio. Qual è la situazione?

Fortunatamente Ortigia, a mio avviso, non ha subito una trasformazione negativa, a meno che non siamo nostalgici delle case con le fogne a cielo aperto nelle quali vivevano molte persone in pochi metri quadrati. Non parliamo più di questo né dell’Ortigia vuota e disabitata, ma di un’isola oggetto di importanti investimenti, sia pubblici sia privati. Io ricordo sempre che il nostro mercato continua ad essere quotidianamente popolato, durante tutto l’anno, dai cittadini locali, e che ci sono ancora i nostri ragazzi che giocano a pallone in piazza del Duomo. Ciò testimonia un centro storico vivo, animato ancora dai siracusani, pur nella consapevolezza che maggiore è la crescita turistica, maggiori sono le difficoltà nel trovare un sano equilibrio tra turismo e qualità della vita dei residenti. Certo è che se ci si arrabbia per un temporaneo divieto di parcheggio in un’area nella quale stanno girando un film internazionale, come Indiana Jones, non posso accettarlo, perché l’egoismo di pochi non può prevalere sull’interesse di molti.

All’inizio della stagione turistica, con la questione delle api-calessini, delle risse e delle sanzioni ad alcune attività non in regola con la sicurezza alimentare, è scoppiato il tema della legalità, del rispetto delle regole e dei controlli. La situazione non sembra del tutto risolta…
Questo è un tema nazionale di presenza dello Stato. In qualsiasi città ci sono episodi di cronaca violenta, di mancato rispetto delle regole o di disturbo della quiete pubblica. Io ricevo tante lamentele, non solo da Ortigia, ma anche da diverse parti della città, dalla Pizzuta a viale dei Comuni, per via della presenza di ragazzi in strada che ascoltano musica a tutto volume a tarda notte. Purtroppo, la possibilità dell’apparato statale di arginare in maniera capillare fenomeni di questo tipo è ridotta. Ma è un problema nazionale che riguarda la sicurezza percepita. In generale, in Italia, nella nostra epoca, c’è una parte di società che si muove in maniera fortissima verso una totale assenza di regole e verso la strafottenza nei confronti del bene comune.
Torniamo al turismo. Quest’anno, l’evento D&G ha caratterizzato la stagione dei grandi eventi a Siracusa. Ci sono in programma iniziative di tale importanza anche per il prossimo anno?

Nel 2023, se tutto va bene, avremo uno-due eventi di carattere nazionale e internazionale, tra la primavera e l’estate. Inoltre, continuerò a lavorare affinché anche l’anno prossimo si apra una stagione di concerti e di spettacoli importanti al teatro greco di Siracusa. Questa è stata una conquista, perché ospitare Baglioni, Einaudi, Nannini, Mannoia ed Elisa ha finalmente riportato Siracusa all’interno di una platea di luoghi in cui ospitare concerti di alto livello, cosa che non accadeva da diversi anni.

Forse, però, prima di programmare altri concerti, sarebbe meglio attendere di verificare l’impatto sul teatro e sulla sua pietra, visto l’allarme lanciato dagli archeologi, secondo i quali questi eventi danneggerebbero questo inestimabile bene archeologico.

Allora che facciamo, chiudiamo il teatro? Sono state solo 5 serate contro le 55 dell’INDA. Qui ognuno dice la sua. Ma vorrei capire in base a quale principio, i concerti di musica leggera sono diversi dagli spettacoli classici? Se qualcuno me lo spiega, sono disposto ad ascoltare.

Cosa ne pensa della necessità di dotare Siracusa di un centro congressi?

Di questo tema si parla da molti decenni. È lapalissiano che un centro congressi di medie dimensioni a Siracusa sarebbe estremamente utile. So che se ne sta occupando la Camera di Commercio del Sud-Est, ma ad oggi non ho notizie.

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