Al centro del dibattito i costi energetici per le aziende del petrolchimico e le sanzioni per l’emissione di CO2. ANCI Sicilia: “Necessario intervento straordinario”. Confindustria apprezza, ma i sindacati chiedono impegni concreti
Il futuro energetico nazionale vira verso rinnovabili e nucleare di nuova generazione, abbandonando gradualmente petrolio e gas. È la visione strategica delineata stamattina dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante l’atteso incontro tenutosi presso la sede di Confindustria Siracusa, convocato d’urgenza per affrontare la profonda crisi del polo petrolchimico locale e discutere il piano di riconversione annunciato da Eni-Versalis.
Al tavolo, oltre al Ministro, sedevano i rappresentanti delle istituzioni locali e regionali – tra cui il presidente dell’ANCI Sicilia Paolo Amenta in rappresentanza dei sindaci, l’Assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino e la deputazione aretusea – le forze sociali, Confindustria Sicilia, le aziende del comparto e i sindacati. Un vertice chiamato a dare risposte dopo il “grido d’allarme” lanciato la scorsa settimana da Palazzo Vermexio.
Secondo Amenta, l’allarme è stato raccolto: “Le aziende stamattina ci hanno illustrato il piano industriale rassicurandoci ampiamente sul mantenimento del livello occupazionale in atto“, ha dichiarato il presidente ANCI Sicilia. Anche i rappresentanti dei governi regionale e nazionale “hanno dato la propria disponibilità ad intervenire per risolvere le forti criticità in atto, causate, in particolare, dai gravosi costi dell’energia nel ciclo di produzione e dalla sanzione per l’emissione di CO2 particolarmente onerosa nel nostro Paese”.
Tuttavia, al di là della visione strategica nazionale presentata da Urso – che vede un futuro energetico basato su fonti rinnovabili e sul nucleare di terza e quarta generazione – le reazioni all’incontro sono state contrastanti.
Se Confindustria Siracusa, per voce del suo presidente Gianpiero Reale, ha espresso apprezzamento per la “significativa” e rapida presenza del Ministro, interpretandola come un segnale di attenzione, e l’ANCI Sicilia ha colto la “disponibilità ad intervenire” pur chiedendo azioni straordinarie (“In un momento straordinario è necessario un intervento straordinario da parte di tutti”), di tenore diverso sono state le reazioni sul fronte sindacale e politico.
Andrea Bottaro, segretario regionale della Uiltec, pur apprezzando l’intervento di Reale “che ha ribadito con forza la necessità di un intervento politico ed economico per sostenere la competitività delle nostre imprese, messe in crisi dal caro energia e dalla pesante tassazione ETS sulle emissioni di CO2″, ha espresso una valutazione più cauta sull’esito del vertice. “Il ministro ha garantito l’attenzione del Governo al territorio e all’area industriale siracusana, ma senza entrare nel merito delle soluzioni,” ha dichiarato Bottaro.
“Noi crediamo che servano impegni concreti e un confronto serio,” ha proseguito il segretario Uiltec. “Per questo chiediamo l’istituzione di un tavolo permanente in sede prefettizia, con la presenza del Ministro, per affrontare in modo sistematico l’emergenza e accompagnare la riconversione e il rilancio dell’area industriale. Le nostre imprese non possono permettersi di aspettare: il momento di agire è adesso.” Una posizione che riflette lo scetticismo registrato anche in ambienti del Movimento 5 Stelle, delusi dalla mancanza di impegni immediati.