Una campagna elettorale praticamente perfetta, con soltanto pochi momenti di nervosismo, un acquisto strategico – quello di Edy Bandiera – ma soprattutto una coalizione avversaria che è riuscita a sbagliare, non senza impegno, tutto lo sbagliabile per perdere queste elezioni.
Ecco in sintesi la spiegazione della vittoria di Francesco Italia, sindaco uscente e riconfermato di Siracusa che è riuscito a spingere nel caos il centrodestra locale ma, ne siamo sicuri, con ripercussioni anche a livello regionale.
La morte di Silvio Berlusconi ritarderà forse di qualche giorno la “resa dei conti” nel centrodestra, ma i fatti parlano chiaro: una certa ingiustificata supponenza, indecisione e litigiosità sin dall’inizio per la scelta del candidati, una vera e propria farsa condita da riunioni e dichiarazioni che hanno allontanato le persone, una decisione finale calata dall’alto da Palermo direttamente da Schifani che si è assunto la responsabilità di scartare prima e insultare poi Edy Bandiera, il tutto con l’avallo della deputazione di centrodestra al completo, con Gennuso, Cannata, Auteri e, sebbene non con lo stesso entusiasmo, Carta.
Questa sconfitta ha dunque alcune responsabilità precise, tra cui di sicuro non quelle di Ferdinando Messina che ha fatto il possibile con i mezzi che aveva, protagonista di una campagna mediatica scialba e incolore, senza il giusto appeal indispensabile per colmare il gap con un sindaco uscente che è per prima cosa un comunicatore formidabile.
Quali conseguenze nel centrodestra?
Quando si farà la resa dei conti, il rischio è che le ripercussioni di questa sconfitta arrivino fino a Palermo e perché no, anche a Roma: la città di Siracusa è di fatto la prima disfatta seria del centrodestra post-governo Meloni, una sconfitta che rischia di conclamare la fine della “luna di miele” dei cittadini con la coalizione di governo, fino ad ora vincente in quasi ogni competizione elettorale importante.
Se Renato Schifani fosse stato semplicemente un coordinatore di un partito o il segretario regionale, probabilmente in molti avrebbero chiesto le sue dimissioni. Tuttavia è il presidente della Regione eletto direttamente dai cittadini siciliani da meno di un anno, quindi la situazione non è così semplice; resta in capo al presidente però una responsabilità pesante su questa sconfitta.
Vedremo dunque cosa decideranno i partiti della maggioranza.












