Aeroporto Fontanarossa, all’assemblea dei soci SAC soltanto il sindaco di Catania chiede la testa dei vertici

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La gestione delle vicenda dell’incendio del Terminal A non è stata apprezzata dal primo cittadino etneo, ma la sua posizione è rimasta isolata

La voce del dissenso in SAC, sebbene sia quella autorevole del sindaco di Catania Enrico Trantino, è stata messa a tacere dagli altri soci, incluse le rappresentanze “siracusane” della Camera di Commercio del Sudest e del Libero Consorzio di Siracusa.

Tutto bene e tutto OK dunque, nonostante i danni accertati alla stagione siciliana per milioni di euro e un coro unanime di lamentele da parte dell’utenza, spessa abbandonata, nei giorni “caldi”, a sé stessa senza uno straccio di informazione o supporto.

L’appello quanto meno ad una riflessione sulle responsabilità del CDA SAC e del suo presidente, Nico Torrisi, era arrivato anche da Siracusa, attraverso l’autorevole fonte dell’avvocato Gianluca Rossitto che aveva parlato dell’ipotesi, prevista dalle attuali norme in vigore, di un commissariamento della SAC, un gesto che sarebbe stato certamente forte ma che avrebbe segnato una netta discontinuità nella governance dell’Aeroporto, struttura strategica non soltanto per Catania ma per tutta la Sicilia Orientale.

Alla fine però, apprendiamo dal commissario della Camera del Sudest, fedelissimo del presidente Schifani, Antonio Belcuore che “La richiesta avanzata legittimamente dal sindaco (di Catania) non ha trovato favorevoli gli altri soci che hanno riconosciuto gli sforzi profusi in occasione dell’emergenza, il coraggio e la determinazione del management, confermando la fiducia al Cda“.

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