La notizia delle prime due stelle Michelin assegnate ad altrettanti locali nel siracusano, uno in città, “Il Cortile Spirito Santo” e uno a Noto, il ristorante “Crocifisso”, apre a riflessioni necessarie sulla ristorazione del territorio
In parte, questi traguardi rappresentano la smentita di uno dei luoghi comuni più diffusi, ovvero che “a Siracusa si mangia male, caro e con tendenze prettamente turistiche“, laddove l’aggettivo turistico assume il significato di “commerciale” e quindi di scarsa qualità.
La realtà, come al solito non può essere definita in maniera assoluta, questo perché in città così come in provincia, anche sull’offerta dei ristoranti, sono presenti diverse sfumature di colore, dal neutro ed impalpabile fino, appunto, al rosso dell’eccellenza Michelin.
Giovani e talentuosi chef si sono messi in gioco in questi anni proponendo rivisitazioni della cucina siciliana, idee innovative partendo dalla tradizione, ricerca delle materie prime d’eccellenza, a volte anche riscoperte di prodotti ormai dimenticati; c’è stata anche una grande evoluzione nel cosiddetto “street food”, che però si barcamena appunto tra chi interpreta al meglio la filosofia del cibo di strada e chi invece insozza con puzza di fritto esausto marciapiedi e vicoli dei vari centri storici.
L’offerta enogastronomica, al netto degli esempi più beceri per fortuna non così presenti, in realtà ha avuto in questi anni di espansione turistica una crescita innegabile anche nel siracusano.
Se ne è reso conto ad esempio il presidente di Noi albergatori Siracusa, Giuseppe Rosano, che dai suoi canali social fa i complimenti, a nome dell’imprenditoria alberghiera che rappresenta, al ristorante Cortile Spirito Santo di Siracusa, nel cuore di Ortigia, con la cucina dello chef Peppe Torrisi, e al Ristorante Crocifisso di Noto dello chef Marco Baglieri, tra i 28 nuovi ristoranti che hanno ricevuto la stella Michelin.
“Sono certo – dichiara Rosano – che la valorizzazione delle professionalità anche nel settore della ristorazione, contribuirà allo sviluppo del turismo nella nostra provincia”.
Non è forse neppure un caso che le stelle siano arrivate nel siracusano in due città in cui, con risultati altalenanti ma comunque innegabili, i sindaci hanno provato a dare una svolta nella fruizione dei servizi per cittadini e turisti. Da una parte il boom di Noto, diventata una tra le località italiane ed europee più ambite, dall’altra Siracusa e la sua corsa alla “pedonalizzazione spinta”, odiata da molti cittadini ma apprezzata da turisti e (forse) anche dagli ispettori Michelin. Piste ciclabili e nuovo servizio di trasporto pubblico urbano ad esempio, pur rientrando in un contesto cittadino altamente controverso, da fuori rappresentano certamente un “plus” in termini di servizi offerti.
La soddisfazione del sindaco Italia per questo risultato, d’altronde, è evidente nelle parole espresse attraverso una nota stampa: “
La prima stella Michelin segna un altro traguardo per il settore dell’accoglienza a Siracusa, ed apre a nuove opportunità di crescita per il turismo che in città continua a diversificare la sua offerta. Quello enogastronomico, infatti, ormai da anni è un turismo di nicchia con una sua specifica connotazione. Arricchendosi del più prestigioso riconoscimento per la ristorazione di qualità, Siracusa non solo colma un vuoto ma qualifica la sua già ricca offerta”.
“Un traguardo atteso e ampiamente meritato – aggiunge Italia – che premia non solo il grande talento dello chef e della sua squadra di cucina e di sala, ma la visione e la determinazione con cui alcuni imprenditori siracusani hanno inseguito e realizzato un sogno per la nostra città. Ritengo che il percorso di consapevolezza avviato negli ultimi anni dall’intero settore dell’accoglienza, in città così come in provincia, sia lo strumento migliore per affrontare e superare le barriere culturali che spesso si frappongono ad uno sviluppo maturo e sostenibile nell’ottica di una identità sempre più radicata”.
Bagni pubblici funzionanti e puliti, casette dell’acqua diffuse, parcheggi scambiatori ben collegati, parchi e giochi per bambini, trasporto pubblico ancora più efficiente e capillare: l’incremento dei servizi cittadini, insieme al talento dei nostri chef, non potrà che favorire già nel prossimo futuro l’occhio benevolo degli esperti Michelin, trasformando così Siracusa e la sua provincia da una “semplicemente” bella località turistica ad una delle capitali dell’enogastronomia italiana.