La seconda Repubblica: trent’anni di illusioni e fallimenti. È tempo per un nuovo patto di riforme unificanti
Il segretario nazionale di Azione, Carlo Calenda, ha presentato a Siracusa il suo ultimo libro “Il Patto: oltre il trentennio perduto”. Presente anche il sindaco Francesco Italia, dirigente nazionale di Azione. Nel libro analizza in maniera critica i trent’anni dalla nascita della cosiddetta Seconda Repubblica.
“Esattamente trent’anni fa, si apriva la Seconda Repubblica. Eravamo tutti lì a festeggiare la fine, insieme al sistema proporzionale, di un lungo periodo di politica asfittica e corrotta. Credevamo di entrare in una nuova era di modernità e dinamismo, ma le cose non sono andate come speravamo. In questi trent’anni tutti gli indicatori economici, sociali, culturali italiani sono peggiorati rispetto ai grandi paesi europei. Il numero di cittadini che votano e partecipano alla vita politica si è ridotto drasticamente. Nessuna riforma incisiva è stata varata. I salari reali italiani hanno perso il due percento contro un aumento superiore al trenta percento in Francia e Germania. Abbiamo letteralmente buttato trent’anni – lo dicono i numeri e le tendenze, che non sono né di destra, né di sinistra – e continuiamo a perdere tempo in una battaglia tribale che nulla ha a che vedere con il senso più alto della politica. In questo vuoto ultradecennale di governo, i protagonisti del dibattito pubblico hanno preso la forma di “poteri storti”: l’occupazione della Rai e dei giornali, la scomparsa della forza di rappresentanza dei sindacati e di Confindustria, le influenti signorie locali dei governatori regionali, l’ego smisurato di leader politici che si circondano di circoli magici e guardano al loro particolare più che al bene dell’Italia.”
Calenda ha parlato anche del prossimo appuntamento con le Europee e della situazione in Sicilia. “Lo sapevano tutti come prendeva i voti Sammartino, come sanno tutti come prende i voti Cuffaro”, l’affondo del segretario di Azione. “Tutti lo sanno ma tutti facciamo tutti finta di niente. E la Regione Siciliana è ridotta nello stato in cui è ridotta, penso ad esempio alla sanità. Se i cittadini non si svegliano e dicono basta, la Sicilia rimarrà così”. Parole che rilancia poco dopo anche sui suoi canali social: “Meno andiamo a votare, più i voti controllati da quelli che dicono a caratteri cubitali sui titoli di giornale che hanno 140mila preferenze, avranno un peso. Piuttosto che ridurre Azione a questo, smetto di fare politica”.
“Il nostro progetto è chiaro: candidature di persone libere, oneste e competenti”, ha aggiunto parlando delle candidature di Palazzolo e Sonia Alfano.




