“E’ chiaro che ricostruire la transizione energetica sarà essenziale, occorrono però fondi pubblici ed europei, una normativa per una transizione ragionevole che possa comprendere anche le imprese hard to abate”
“Come O.S., dobbiamo prendere atto che ad oggi per l’area industriale di Siracusa nulla è stato fatto , solo promesse “ dove sono i progetti per la riconversione ? “ la nostra classe politica Siracusana dimostra tutta la sua debolezza. Nei vari incontri è stato affrontato l’argomento, come ricostruire il futuro: “ QUALE “.
Basta constatare le varie vicende ad esempio la questione IAS, forse la politica “distratta”, si gioca una partita articolata e pericolosa che mette in discussione diritti e libertà fondamentali. Gli ultimi provvedimenti della Procura di Siracusa sulla l’illegittimità del decreto salva ISAB, ha nuovamente fermato le attività del depuratore consortile, si riapre il caso IAS e si riaccendono i riflettori su un distretto industriale schiacciato sotto il peso dell’inadeguatezza, delle imprese e della politica, che non riescono ad elaborare un progetto industriale sostenibile a favore del territorio.
Dove sono gli investimenti, leggiamo continui annunci di investimenti, 750 milioni a marzo, diventati 1,4 miliardi, da parte delle imprese non è stato reso noto nessun piano industriale, non esiste una strategia capace di gestire adeguatamente il processo di transizione energetica e tutto questo accade in un territorio che mostra una pericolosa mancanza di reazione. Certo è da chiedersi quando saranno resi noti gli interventi per rendere efficiente una parte degli impianti di ISAB, al netto del progetto annunciato qualche mese fa da Sonatrach e Sasol per l’ottimizzazione delle produzioni. Non ancora risolto il caso IAS, per oggi è stato convocato un Consiglio Comunale “ Aperto “ a Priolo Gargallo, vogliamo verificare quanti saranno i soggetti invitati che parteciperanno per trovare adeguate soluzione per il futuro IAS e del petrolchimico, che soffre una condizione ormai strutturale di insicurezza, nascondendo dietro l’immagine formalmente irreprensibile delle commettenti che nell’ ultima settimana hanno interessato gran parte del petrolchimico e dall’ISAB Goi. Siamo a conoscenza che Eni Versalis, doveva presentare un piano di restaurazione ciò evidenza la fragilità di un sistema industriale fortemente debole su tutti i profili, non più sostenibile sotto l’aspetto ambientale e sociale se non riformato. La nostra provincia che non ha consapevolezza della situazione che vive, dove risulta evidente un impoverimento su tutti i profili, quasi rassegnata al disfacimento portata non solo a subire ed ad accettare passivamente situazioni sempre più inopportune secondo noi “insopportabili”. Un territorio che mostra una profonda resistenza al cambiamento che si traduce nella scelta di quale futuro VOGLIAMO. Rifiutiamo che ci siano scelte che non tutelino i lavoratori la loro salute e quella dei cittadini , i livelli di occupazione , e anche un nuovo piano di investimenti per cambiare lo stato attuale, soprattutto dopo l’ultimo episodio verificatosi in questi giorni per lo sfiaccolamento( da fonte autorevole GOI ENERGY fa sapere che non si tratta di sfiaccolamento ma bensì di una torcia accesa) dell’impianto ISAB, quest’ultimo dopo manutenzione avvenuta alcuni mesi fa ha creato allarmismo soprattutto nelle frazione di Città Giardino e Belvedere. E’ chiaro che ricostruire la transizione energetica sarà essenziale, occorrono però fondi pubblici ed europei, una normativa per una transazione ragionevole che possa comprendere anche le imprese “hard to abate “. Ecco dove deve intervenire la politica sia sul piano Regionale che Nazionale. Se ciò non avviene per questo territorio il destino è segnato.”




