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Aretusacque e rimpasto, per Paolo Romano una nuova “resa” dopo l’armistizio

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Il coordinatore cittadino di FdI Siracusa paragona le recenti scelte politiche all’Armistizio di Cassibile. “Un sistema chiuso che esclude i sindaci e pensa a spartirsi il potere mentre la città soffre”

Un paragone storico per denunciare una “resa senza onore” della politica locale. Paolo Romano, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, attacca frontalmente il rimpasto di giunta e la costituzione della società Aretusacque, definendoli il frutto di un sistema di potere chiuso che esclude i cittadini.

“Una resa lunga 30 anni, come l’Armistizio di Cassibile”

“A Cassibile, 82 anni fa, fu firmato l’armistizio: un momento che sancì la fine di un’alleanza e l’inizio di un percorso difficile,” scrive Romano, stabilendo un parallelo provocatorio. “Oggi non ci sono tende militari, ma dentro l’aula consiliare e nelle stanze di un ristretto cerchio di potere, si è consumata un’altra ‘resa’”: quella sulla gestione dell’acqua pubblica.

Secondo il consigliere di FdI, la nomina dell’organo di sorveglianza di Aretusacque è una “scelta strategica e determinante, presa escludendo totalmente sindaci, amministrazioni locali e forze politiche ben radicate sul territorio. Una decisione calata dall’alto, espressione di un sistema chiuso, dove pochi – sempre gli stessi – decidono per tutti”.

“Si pensa alle poltrone, non ai problemi della città”

La critica si estende al recente rimpasto di giunta, dove, secondo Romano, “si ripete lo stesso copione: deleghe e incarichi non affidati per merito, visione o impegno, ma per appartenenza e convenienza”.

“E mentre il governo della città si concentra a tenere in equilibrio le proprie fragili alleanze,” prosegue la nota, “la gestione del bene più importante – l’acqua – viene blindata per 30 anni senza confronto con i territori”.

“Noi dalla parte dei cittadini”

Di fronte a questa che definisce una “resa”, Fratelli d’Italia si posiziona nettamente. “Serve sapere da che parte stare. Noi lo sappiamo bene: stiamo dalla parte dei cittadini, della trasparenza, della competenza e di un modello di gestione partecipato, che garantisca equità e rispetto dei territorori, senza accordi sottotraccia né spartizioni di potere”.

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