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Siracusa, Europa Verde: eliminare scarico Canalicchio in Porto Grande e tutelare lavoratori IAS

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La Delfa e Megna: stop scarico Canalicchio in Porto Grande per eutrofizzazione, tutelare cento lavoratori IAS con tavoli tecnici e soluzioni condivise su depurazione reflui Siracusa Floridia Solarino verso impianto Priolo

Interventi urgenti alla gestione delle acque reflue e una visione complessiva che tenga insieme ambiente, lavoro e sviluppo del territorio. È quanto emerge dal consiglio comunale aperto dedicato al tema del convogliamento delle acque dei comuni di Siracusa, Floridia e Solarino all’Impianto Biologico Consortile di Priolo Gargallo, gestito da IAS, Industria Acqua Siracusana.

Europa Verde Siracusa – Alleanza Verdi e Sinistra ha sottolineato la necessità di eliminare lo scarico delle acque depurate del depuratore di Canalicchio nel porto grande di Siracusa. Anche quando i parametri ambientali rispettano le normative, le acque depurate innescano processi di eutrofizzazione a causa della presenza di nutrienti come fosforo e azoto, aggravati dal bassissimo ricambio idrico del bacino.

Il collettamento delle acque reflue dei tre comuni nell’impianto di Priolo, pur tecnicamente realizzabile con costi contenuti, comporterebbe tempi lunghi di realizzazione e richiederebbe la dismissione del depuratore di Canalicchio. Non è infatti pensabile, per ragioni tecniche, una doppia depurazione. L’operazione necessiterebbe inoltre di un’interlocuzione tra la società IAS e Aretusacque, quindi con i partner privati Acea acque e Cogen, con possibili ricadute economiche sulle bollette dei cittadini dei comuni interessati.

Europa Verde ritiene indispensabile anche un intervento che eviti la depurazione in autonomia da parte di ciascuna azienda del petrolchimico, pratica che renderebbe inutile la presenza dell’Impianto Biologico di Priolo, costruito proprio a servizio di quelle stesse aziende, e complicherebbe la gestione dei controlli previsti dalla normativa vigente.

La situazione si complica ulteriormente considerando che ad Augusta è in corso di costruzione un depuratore per le acque reflue del costo di 69 milioni di euro, con sversamento delle acque depurate nello stesso porto megarese. Le acque reflue augustane potrebbero invece essere convogliate facilmente attraverso un collettore all’impianto consortile dell’IAS, compensando in parte la riduzione del 65 per cento delle acque da trattare che si verificherà con il distacco dei grandi utenti dall’impianto priolese.

A rendere ancora più delicata la vicenda c’è la situazione occupazionale. Un centinaio di lavoratori dell’IAS e dell’indotto si trovano ad affrontare un futuro incerto e preoccupante, legato proprio alle scelte che verranno assunte sulla gestione degli impianti di depurazione.

Durante il consiglio comunale è emerso un forte ritardo da parte di chi è chiamato, per il ruolo politico che riveste, a prendere le decisioni necessarie. Europa Verde denuncia che la maggioranza politica locale, regionale e nazionale non è riuscita ad affrontare e approfondire le questioni sollevate né a trovare, insieme alle forze sindacali, imprenditoriali e alle associazioni ambientaliste, soluzioni condivise e durature.

Il movimento ambientalista chiede di procedere subito all’insediamento di tavoli tecnici che possano fare ordine nella complessa situazione attuale, avviare una discussione più approfondita con tutti gli attori e gli stakeholder presenti e utilizzare un approccio in grado di produrre soluzioni rispettose per l’ambiente e il lavoro, con l’obiettivo di un futuro sostenibile in termini economici, ambientali e sociali.

 

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