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Inchiesta appalti truccati, La Vardera: “Schifani tuteli la Sicilia, chiederò la sfiducia”

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Il parlamentare regionale e leader di Controcorrente punta il dito contro il presidente della Regione a proposito dell’inchiesta palermitana sugli appalti truccati che vede coinvolti anche Totò Cuffaro e Saverio Romano

“Schifani intervenga per tutelare l’immagine della Regione. Metta alla porta la DC. Chiederò all’opposizione di fare mozione di sfiducia. È il momento di tornare al voto”. L’inchiesta della Procura di Palermo sui presunti appalti truccati scuote le opposizioni in Assemblea Regionale Siciliana. Ismaele La Vardera, deputato regionale e leader del movimento Controcorrente, ha attaccato la posizione del governatore Renato Schifani e della maggioranza di governo alla luce delle richieste di domiciliari, tra gli altri, per Totò Cuffaro e Saverio Romano.

LA VARDERA: “MOZIONE DI SFIDUCIA URGENTE PER SCHIFANI”

“Quanto emerso dalla stampa lascia spazio a un quadro macabro e pericoloso della cosa pubblica – sottolinea La Vardera tramite social -. Sia chiaro, siamo garantisti e sicuri che procura e istituzioni faranno del loro meglio per portare alla luce la verità. Ma davanti a quanto emerso oggi su Cuffaro, Romano e tanti altri della DC, Schifani non può di certo restare a guardare, il presidente della Regione deve necessariamente tutelare l’immagine della Sicilia e usare il pugno duro. Non ci può essere spazio per l’attesa di un verdetto, deve immediatamente intervenire mettendo alla porta la DC e togliendola dalla sua giunta. Non è immaginabile che continuino a governare l’Isola con questi presupposti per questa ragione lancio un appello a tutta l’opposizione di presentare insieme, già oggi, una mozione urgente di sfiducia al governatore Schifani. È il momento che questo governo vada a casa. Non ci possiamo tirare indietro”.

CALENDA: “COMMISSARIARE LA REGIONE”

Le reazioni all’inchiesta palermitana sono arrivate anche dalla politica nazionale con Carlo Calenda, leader di Azione: “Questa è l’immagine plastica della classe dirigente siciliana che continua a bloccare la regione: stessi nomi, stessi metodi, stessa impunità morale. È una questione etica e culturale prima che giudiziaria – le sue parole -. Finché continueremo a considerare “normale” che certi personaggi, che tra l’altro erano già stati arrestati e condannati per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra, facciano politica, non cambierà mai nulla. Eppure questo sistema opprimente non è invincibile. Firma e fai firmare per sciogliere la Regione siciliana e commissariarla. Agiamo insieme, ora!”

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