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Dopo il ciclone

Ciclone Harry, la Sicilia conta i danni: balneari in ginocchio. La politica: “Subito Stato di Calamità”

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Macerie da Messina a Marzamemi. CNA lancia l’allarme: “Imprese distrutte e nessuna certezza su concessioni”. Tridico e Antoci (M5S) invocano Bruxelles, i deputati di FI premono su Roma. Scarpinato avvia ricognizione siti culturali

Il giorno dopo il passaggio del Ciclone Harry, la Sicilia orientale si risveglia ferita. Le mareggiate eccezionali e i venti di tempesta hanno flagellato le coste, da Messina fino a Marzamemi, lasciando dietro di sé una scia di distruzione che investe infrastrutture, turismo e beni culturali. Mentre si spalano fango e detriti, si alza il grido d’allarme delle associazioni di categoria e si muove la macchina della politica, da Palermo a Bruxelles.

Il colpo più duro è stato incassato dalle imprese balneari. La CNA Balneari Sicilia fotografa una situazione drammatica: stabilimenti devastati e attrezzature, frutto di anni di investimenti, spazzate via. «Ci troviamo di fronte a una doppia emergenza, climatica e normativa, che rischia di mettere in ginocchio un pilastro dell’economia turistica regionale», dichiara Mario Fazio, Presidente di CNA Balneari Sicilia.

Il dramma è amplificato dall’incertezza burocratica: «Come si può chiedere a un’impresa di investire nella ricostruzione quando non sa se potrà continuare la propria attività domani?». Gli fa eco Gianpaolo Miceli, coordinatore regionale: «È indispensabile un supporto economico straordinario ma è priorità assoluta avere certezze sulle concessioni. Non possiamo più navigare a vista».

Di fronte al disastro, le forze politiche convergono sulla richiesta di aiuti immediati, pur con accenti diversi.

Movimento 5 Stelle: “Attivare il Fondo di Solidarietà UE” Da Bruxelles intervengono gli europarlamentari Pasquale Tridico e Giuseppe Antoci. «Il ciclone Harry ha lasciato centinaia di milioni di danni. Occhiuto e Schifani lavorino per una veloce stima così da chiedere l’attivazione del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea». I due esponenti pentastellati pongono l’accento anche sulla prevenzione, criticando le politiche ambientali del governo Meloni definite “inefficaci”.

Forza Italia: “Stato di Calamità subito” I deputati regionali azzurri (Grasso, De Leo, D’Agostino, Gennuso, Tomarchio) guardano a Roma. «Dalle Eolie a Marzamemi i danni sono incalcolabili. Chiediamo al Governo Regionale di farsi portavoce con quello Nazionale perché venga dichiarato lo Stato di Calamità». I forzisti plaudono al lavoro della Protezione Civile che ha evitato vittime, ma chiedono “interventi economici immediati per famiglie e imprese”, auspicando una burocrazia veloce.

Partito Democratico: “Si dichiari lo stato di Calamità” Il senatore Antonio Nicita, vice capogruppo del PD a Palazzo Madama, interviene sul tema degli interventi: “Il ciclone sta flagellando Sicilia, Sardegna e Calabria con una violenza senza precedenti. Nelle province di Messina, Catania e Siracusa 200 persone evacuate. Attivati Centri Operativi Comunali in 200 comuni siciliani, 150 hanno chiuso le scuole. In campo 200 unità della Protezione Civile, 1000 volontari, 5000 operatori. Il mio appello, insieme agli amministratori locali e alle associazioni di categoria è al Governo affinché venga dichiarato lo stato di calamità naturale. Gli interventi urgenti riguardano infrastrutture viarie e portuali, sostegno alla pesca, risarcimenti per turismo e commercio, misure anti-dissesto idrogeologico. Grande attenzione anche per le isole minori dove l’isolamento amplifica l’emergenza economica”

Beni Culturali: scatta la ricognizione

Il maltempo non ha risparmiato la storia dell’Isola. L’assessore regionale ai Beni Culturali, Francesco Paolo Scarpinato, ha disposto una ricognizione urgente. «Ho chiesto una verifica puntuale dei danni nei luoghi della cultura e nei siti archeologici – afferma l’assessore –. Laddove possibile, garantiremo la continuità delle aperture una volta superata l’emergenza». La Regione è pronta a predisporre un intervento straordinario di restauro qualora emergessero criticità strutturali sui monumenti.

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