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Sicilia ferita dal Ciclone Harry, Ternullo (FI): “Roma non ci lascia soli, pronti i ristori”

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La senatrice di Forza Italia traccia un primo bilancio del passaggio della tempesta: “Tutte le forze siciliane presenti a Roma stanno lavorando in sinergia per garantire sostegno concreto e rapido”

La conta dei danni post-ciclone inizia a delineare cifre spaventose. Mentre il maltempo concede una tregua, la politica nazionale accende i riflettori sulla devastazione lasciata da “Harry”. A intervenire è la senatrice siracusana di Forza Italia, Daniela Ternullo, che quantifica l’impatto economico del disastro e rassicura sull’arrivo degli aiuti statali.

«Il ciclone Harry si è abbattuto sulla Sicilia con una violenza straordinaria e imprevedibile – dichiara la parlamentare azzurra – lasciando dietro di sé una scia di devastazione che supera il mezzo miliardo di euro di danni». Secondo l’analisi della senatrice, a pagare il prezzo più alto è stata la fascia ionica, con la provincia aretusea messa letteralmente in ginocchio.

Un pensiero particolare va alle aree più isolate: «Evidenti difficoltà stanno vivendo da giorni anche le isole minori. Penso a Linosa e Lampedusa, ma in generale a tutte quelle comunità che vivono con più fragilità la condizione di insularità». Infrastrutture, abitazioni private, attività produttive e comparto agricolo: nessun settore è stato risparmiato.

Ternullo sottolinea l’importanza della sinergia tra i due livelli di governo. Da un lato, l’immediata azione del presidente della Regione, Renato Schifani, che ha riunito la Giunta per avviare le procedure urgenti. Dall’altro, la risposta che arriverà dalla Capitale.

«Posso assicurare – aggiunge la senatrice – che dal Governo nazionale arriveranno le risorse necessarie». La conferma arriva dall’iter burocratico già avviato: è stata aperta l’istruttoria per la dichiarazione dello stato di calamità. «Tutte le forze siciliane presenti a Roma stanno lavorando in sinergia per garantire sostegno concreto e rapido. La Sicilia non è sola – conclude Ternullo –. In momenti come questi è fondamentale l’unità istituzionale per trasformare l’emergenza in un percorso di ricostruzione».

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