Separazione delle carriere, due CSM e Alta Corte disciplinare: guida completa al referendum costituzionale senza quorum sulla riforma della magistratura.
Domenica 22 marzo e lunedì 23 marzo 2026 gli italiani sono chiamati alle urne per il referendum costituzionale confermativo previsto dall’articolo 138 della Costituzione.
Non è previsto quorum: la riforma sarà approvata o respinta indipendentemente dal numero dei votanti, sulla base della maggioranza dei voti validi.
Il quesito riguarda la modifica del Titolo II e del Titolo IV della Parte II della Costituzione in materia di ordinamento della magistratura. Un passaggio che, se confermato, inciderebbe in modo significativo sull’assetto della giustizia italiana.
Cosa prevede la riforma della giustizia
La riforma si articola in quattro punti chiave:
1. Separazione delle carriere
Distinzione netta tra Pubblici ministeri e giudici, con percorsi professionali separati.
2. Due CSM distinti
Un Consiglio superiore della magistratura per i giudici e uno per i Pubblici ministeri.
3. Alta Corte disciplinare
Un nuovo organismo incaricato di giudicare le responsabilità disciplinari dei magistrati.
4. Sorteggio di una parte dei componenti
Introduzione dell’estrazione a sorte per alcuni membri dei CSM, con l’obiettivo dichiarato di limitare il peso delle correnti interne.
Le ragioni del SÌ
Sostengono il Sì i partiti di centrodestra: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.
Terzietà del giudice
Secondo i promotori, la separazione delle carriere rafforza l’imparzialità del giudice, distinguendo in modo netto chi accusa (PM) da chi giudica. Due CSM distinti renderebbero più coerente questa distinzione anche sul piano ordinamentale.
Meritocrazia e responsabilità
L’Alta Corte disciplinare, nelle intenzioni del fronte favorevole, garantirebbe maggiore rigore nel contrastare eventuali abusi. Il sorteggio di una quota dei componenti dei CSM servirebbe a ridurre l’influenza delle correnti.
Maggiore efficienza
Per i sostenitori, il nuovo assetto contribuirebbe a rendere il sistema più efficiente e credibile, anche alla luce delle polemiche che negli ultimi anni hanno investito la magistratura.
Le ragioni del NO
Si schierano per il No Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, CGIL e diverse associazioni di magistrati.
Autonomia della magistratura
Secondo i contrari, la creazione di due CSM e l’introduzione del sorteggio rischierebbero di indebolire l’indipendenza della magistratura e di esporre il Pubblico ministero a maggiori pressioni politiche.
Nessun intervento sui tempi dei processi
Il fronte del No sostiene che la riforma non affronti il nodo centrale della lentezza dei procedimenti e dell’arretrato, concentrandosi esclusivamente sull’assetto delle carriere.
Squilibrio tra i poteri
I critici parlano di un possibile alteramento dell’equilibrio tra politica e magistratura, con un impatto sulle garanzie costituzionali di autonomia e indipendenza.
Come si vota
Il referendum è di tipo confermativo:
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non è richiesto il quorum;
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vince l’opzione che ottiene la maggioranza dei voti validi;
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se prevale il Sì, la riforma entrerà in vigore;
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se prevale il No, la riforma sarà respinta.
Il risultato avrà un impatto diretto sull’organizzazione costituzionale della giustizia italiana e sugli equilibri tra i poteri dello Stato.






