Aggiornato al 14/04/2026 - 16:29
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La proposta

Caro carburanti, asse M5S-PD per la “Carta” delle Isole Minori

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Con lo sciopero dei TIR rischio scaffali vuoti nei supermercati. All’Ars mozione di Ciminnisi (M5S) e Safina (PD): “L’insularità non può e non deve diventare una condanna economica”

Una vera e propria morsa economica rischia di soffocare la Sicilia, stretta tra l’aumento vertiginoso del costo del carburante e un sistema logistico al collasso. Nelle ultime ore, il fronte politico dell’opposizione ha lanciato un doppio allarme che unisce le difficoltà del trasporto su gomma all’emergenza infinita del carovita nelle Isole Minori.

A far scattare la sirena d’emergenza per la grande distribuzione è il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, che interviene sul blocco proclamato dalla logistica siciliana, puntando il dito contro l’inerzia del Ministero dei Trasporti e del governo regionale.

“Lo sciopero di 5 giorni degli autotrasportatori siciliani e il rischio più che concreto degli scaffali vuoti nei supermercati, oltre ad una impennata dei prezzi dei generi di prima necessità, è un’altra tegola che si abbatte sulla già disastrata economia dell’Isola – dichiara Barbagallo –. In Sicilia il costo del carburante continua ad aumentare e da noi costa comunque di più che nel resto del Paese, ma i trasportatori attendono da troppo tempo risposte”.

L’esponente dem chiama in causa direttamente il ministro Salvini e il presidente Schifani, chiedendo interventi immediati e accusando le istituzioni di aver “messo la polvere sotto il tappeto”. Tra i nodi cruciali irrisolti denunciati dagli autotrasportatori figurano:

  • L’impiego fermo del fondo ETS.

  • I gravi ritardi nei pagamenti del marebonus (sea modal shift).

  • La mancata vigilanza contro il “cartello” del diesel nei rifornimenti.

  • I costi insostenibili per l’attraversamento dello Stretto di Messina.

Se sulla terraferma la situazione è critica, negli arcipelaghi siciliani rasenta l’assurdo. Oggi nelle Isole Minori si registrano prezzi del gasolio che toccano punte di 2,66 euro al litro, contro una media nazionale di circa 1,95 euro. Un divario di oltre 70 centesimi generato dalle ovvie difficoltà di trasporto e distribuzione.

Per porre freno a questa dinamica, i deputati regionali Cristina Ciminnisi (M5S) e Dario Safina (PD) hanno depositato un’apposita mozione all’Assemblea Regionale Siciliana.

“Non è tollerabile che vivere in un’isola minore significhi pagare di più per un diritto come la mobilità – spiegano i due deputati –. Tutto questo genera un paradosso: proprio dove i cittadini sono più penalizzati, lo Stato incassa di più. L’IVA applicata sul prezzo finale si trasforma in una vera e propria ‘tassa sulla distanza’. Per ogni litro acquistato nelle isole minori si pagano circa 13 centesimi in più di IVA rispetto alla terraferma: un pieno da 50 litri costa oltre 6 euro in più solo di imposta”.

La proposta: una “Carta Carburante” per i residenti

La soluzione messa sul tavolo dall’asse giallorosso all’Ars è l’istituzione immediata della “Carta Carburante Isole Minori”, uno strumento basato sulla già esistente Carta Regionale dei Servizi. Il meccanismo permetterebbe di applicare ai residenti un corposo sconto alla pompa di ben 33 centesimi al litro. Il taglio sarebbe così strutturato:

  • 13 centesimi: a titolo di restituzione del “surplus” IVA pagato ingiustamente allo Stato.

  • 20 centesimi: come indennizzo per la condizione di svantaggio territoriale, già riconosciuta dalla normativa sui piccoli Comuni.

Per far funzionare il sistema senza affossare i distributori locali, Ciminnisi e Safina chiedono alla Regione di avviare una serrata interlocuzione con il Ministero dell’Economia, in modo da trasformare lo sconto erogato in un credito d’imposta automatico per i gestori delle pompe di benzina. “La nostra è una battaglia di equità – concludono i deputati –. L’insularità non può e non deve diventare una condanna economica”.

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