Aggiornato al 24/04/2026 - 08:24
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Guardia di Finanza

Palermo, fossili di dinosauro di 50 milioni di anni scoperti dentro a un pacco postale all’aeroporto

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Diciassette reperti paleontologici importati illegalmente dalla Spagna senza la documentazione richiesta dalla normativa europea, tra cui resti riconducibili a Triceratops, Spinosauro e un artiglio dell’era Mesozoica.

Dentro al pacco postale c’erano i resti di dinosauro, di 50 milioni di anni fa. La sconvolgente scoperta è stata fatta dalla Guardia di Finanza di Palermo, nell’ambito di operazioni contro il commercio illegale di beni culturali. I 17 reperti, di straordinario valore scientifico, importati dalla Spagna senza la documentazione prevista dalla normativa europea, sono stati sequestrati e affidati in custodia giudiziale al Museo Geologico “Gemmellaro” dell’Università degli Studi di Palermo, dove saranno esposti al pubblico.

A individuare le spedizioni sono stati i militari della compagnia di Palermo Punta Raisi, che hanno intercettato alcuni pacchi provenienti dall’estero presentando anomalie nelle caratteristiche, nelle modalità di trasporto e nei documenti di accompagnamento. Una volta recuperati, i reperti sono stati sottoposti a perizia da parte dei paleontologi del Sistema Museale Gemmellaro, che ne ha certificato autenticità, provenienza e valore storico-culturale.

Il materiale sequestrato copre un arco temporale vastissimo. Tra i pezzi più significativi figurano quattro esemplari del periodo Cretacico riconducibili a Edmontosaurus, Spinosaurio Aegyptiacus, Triceratops e Hamadasuchus Rebouli, oltre a un artiglio di dinosauro dell’era Mesozoica, quando queste specie popolavano la Terra circa 66 milioni di anni fa. Sono stati recuperati anche undici reperti fossili tra cui due ammoniti, antichi molluschi marini estinti da oltre 50 milioni di anni, due fossili vegetali di felce di provenienza estera e sette elementi dentari appartenenti a specie animali che hanno vissuto anche in Sicilia fino a circa quindicimila anni fa. Completa il compendio una trilobite dell’era paleozoica del peso di circa 600 grammi.

I reperti erano stati importati in Italia dalla Spagna privi della dichiarazione dell’importatore o della licenza richiesta dalle autorità doganali in base alla normativa europea. Sul piano penale, la legislazione italiana in materia di delitti contro il patrimonio culturale prevede per l’importazione di beni culturali provenienti da attività illecite la reclusione da due a sei anni e una multa fino a oltre 5.000 euro.

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