Aggiornato al 24/04/2026 - 12:45
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Transizione

Priolo polo dell’idrogeno verde: 240 milioni di investimento nel sito Isab

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Parte la sfida di Enego Holding per la transizione ecologica: lavori al via nel 2027. Obiettivo: decarbonizzare il polo petrolchimico più grande d’Europa

l polo industriale di Siracusa si prepara a scrivere una nuova pagina della propria storia. All’interno dello stabilimento Isab di Priolo, cuore pulsante della raffinazione italiana, nascerà un impianto all’avanguardia per la produzione di idrogeno verde. Il progetto, denominato Hynego e promosso da Enego Holding, punta a trasformare una delle aree più energivore d’Italia in un laboratorio a cielo aperto per la transizione energetica.

Il piano di riconversione è ambizioso e punta a rendere il polo di Priolo indipendente e sostenibile.

  • Fase 1: Avvio dei lavori a fine 2027, con conclusione prevista nel 2029.

  • Capacità iniziale: 100 MW per un investimento di 240 milioni di euro.

  • Potenziale di crescita: Il progetto potrà espandersi fino a 300 MW, portando l’investimento complessivo a oltre 700 milioni di euro.

  • Obiettivo: Generare idrogeno rinnovabile (RFNBO) utilizzando energia solare, eolica e acqua riciclata.

Il sito di Priolo e Melilli non è stato scelto a caso. Rappresenta il distretto industriale di raffinazione più grande d’Europa e garantisce circa il 25% del fabbisogno nazionale di combustibili liquidi. La transizione qui non è solo una scelta ecologica, ma una necessità di sopravvivenza industriale per il passaggio dai carburanti tradizionali a quelli sostenibili.

“Abbiamo dimostrato che ci sono le condizioni per vincere una sfida che fino a qualche anno fa sarebbe stata insostenibile” ha spiegato il prof. Rosario Lanzafame dell’Università di Catania, sottolineando come l’idrogeno sia l’unica opzione di decarbonizzazione per settori “hard-to-abate” (difficili da abbattere) come cementifici, vetrerie e raffinerie.

L’impianto Hynego non servirà solo l’Isab. La produzione di idrogeno verde in eccesso permetterà di:

  1. Fornire altri siti industriali dell’area.

  2. Abilitare la mobilità sostenibile locale (mezzi pesanti e trasporti pubblici a idrogeno).

  3. Offrire servizi ausiliari all’intero sistema energetico siciliano, rendendo la rete più stabile.

L’Isab, recentemente dichiarata “sito di interesse strategico nazionale” e in procinto di passare sotto il controllo della Ludoil (famiglia Ammaturo), conferma così la sua volontà di restare un protagonista centrale della scena industriale nazionale.

A differenza dell’idrogeno prodotto da fonti fossili, quello “verde” si ottiene dall’elettrolisi dell’acqua alimentata esclusivamente da fonti rinnovabili. È considerato il tassello mancante del puzzle della decarbonizzazione, in quanto permette di stoccare energia e di alimentare processi industriali che, altrimenti, non potrebbero fare a meno di carbone o gas.

Per il territorio siracusano, che negli ultimi anni ha vissuto con preoccupazione il destino occupazionale del polo industriale, questo investimento è un segnale di fiducia: la transizione ecologica non deve significare deindustrializzazione, ma evoluzione verso tecnologie che guardano al futuro.

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