Dal sogno di trasformare i petali in linguaggio universale alla consacrazione internazionale: il messaggio della presidente Valentina Mammana
Vent’anni di storia, di mani intrecciate nella terra e di petali capaci di raccontare un’identità. Un anniversario che va ben oltre la ricorrenza, trasformandosi in un racconto collettivo fatto di passione, sacrificio e visione.
L’associazione CulturArte di Noto celebra due decenni di attività, confermandosi una delle realtà più dinamiche nella promozione dell’arte dell’Infiorata e ambasciatrice di questa tradizione ben oltre i confini locali.
A tracciare il bilancio di questo lungo percorso è la presidente Valentina Mammana, che affida a una lettera intensa e carica di emozione il senso più profondo di questo traguardo:
«Oggi 26 aprile celebriamo i 20 anni della nostra Associazione: non è solo un traguardo numerico, ma l’omaggio a un viaggio straordinario fatto di arte e, soprattutto, di persone».
Parole che raccontano una storia iniziata vent’anni fa con un’idea tanto semplice quanto ambiziosa: trasformare l’effimero in qualcosa capace di lasciare un segno duraturo. Da allora, quel sogno ha preso forma nei tappeti floreali che negli anni hanno contribuito a raccontare l’identità di Noto, diventando espressione viva di una tradizione che si rinnova.
«Due decenni fa siamo nati con un sogno ambizioso: trasformare l’effimero in eterno, dando voce alla bellezza attraverso l’arte dell’Infiorata», scrive Mammana, sottolineando come ogni creazione sia stata molto più di un’opera artistica: un linguaggio universale.
Nel tempo, infatti, l’associazione ha oltrepassato i confini nazionali, portando questa forma d’arte anche all’estero, fino ad approdare in altri continenti. Un percorso che ha trasformato i tappeti floreali in strumenti di dialogo tra culture diverse.
«Abbiamo realizzato i nostri tappeti sotto cieli stranieri, portando con noi l’identità, la professionalità e il calore della nostra terra. Ogni petalo è stato un messaggio di pace, di amicizia e di condivisione culturale», sottolinea la presidente.
Un impegno riconosciuto anche nel 2021, con l’iscrizione nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana, a testimonianza del valore culturale e identitario del lavoro svolto.
Ma al di là dei riconoscimenti, è la dimensione umana a emergere con maggiore forza. Nel corso degli anni, l’associazione si è trasformata in una vera comunità, unita da sacrifici condivisi, notti di lavoro e dalla stessa passione.
«La gioia più grande è vedere come questa realtà sia diventata una grande famiglia. Vent’anni di notti insonni, di mani sporche di terra e di sguardi carichi di meraviglia», racconta Mammana.
Un percorso che ha anche un forte valore generazionale: tanti giovani, cresciuti all’interno dell’associazione, hanno trasformato una passione in una prospettiva concreta, contribuendo a mantenere viva un’arte che rappresenta uno dei simboli più autentici della città.
«Abbiamo dimostrato che la cultura e l’arte non sono concetti astratti, ma materia viva che unisce le generazioni», aggiunge.
E proprio in questo passaggio tra passato e futuro si legge il significato più profondo di questi vent’anni: non solo memoria, ma continuità.
«Siamo rimasti uniti anche quando tutto sembrava remare contro; è forse per questo che oggi siamo qui, più solidi che mai», conclude la presidente.
Vent’anni dopo, quel sogno continua a fiorire, trasformandosi in un racconto collettivo che attraversa il tempo e i confini, dimostrando che la bellezza, quando è condivisa, può davvero diventare universale.











