Denunciata l’assenza di interventi dopo l’approvazione dell’atto di indirizzo del 2024: “Vandali liberi, manca la volontà politica”
Ivan Scimonelli, capogruppo consiliare di “Insieme”, interviene sul tema della sicurezza degli impianti sportivi cittadini ricordando che, a gennaio 2024, il Consiglio comunale ha approvato un suo atto di indirizzo con un obiettivo “chiaro, netto, inequivocabile”: garantire la sicurezza in tutte le strutture. A distanza di oltre due anni, secondo quanto dichiarato, non sarebbero seguiti interventi concreti.
Nel comunicato si evidenzia come, nel frattempo, si siano verificati diversi episodi: furti al Campo Scuola e danneggiamenti alla palestra Akradina e alla Cittadella. Eventi che vengono indicati non come emergenze imprevedibili, ma come conseguenze di una “totale assenza di prevenzione”.
Scimonelli sottolinea che il problema non riguarderebbe la mancanza di risorse economiche o strumenti amministrativi, ma piuttosto una questione di priorità politiche. Nel testo si fa riferimento alla presenza di copertura di bilancio e alla disponibilità di strumenti operativi, a fronte però di una mancata attuazione delle misure necessarie.
Viene inoltre evidenziata una contraddizione nella gestione degli interventi pubblici: “Nel mare magnum degli affidamenti diretti” – si legge – si riuscirebbe a intervenire rapidamente su diverse attività, senza tuttavia garantire un servizio considerato fondamentale come quello di vigilanza e sicurezza degli impianti sportivi.
Il comunicato richiama l’attenzione sul valore pubblico delle strutture coinvolte, descritte come luoghi frequentati da giovani, famiglie e associazioni. Secondo Scimonelli, gli atti vandalici generano un ulteriore impatto economico, poiché rendono necessari nuovi interventi di ripristino, alimentando un circolo vizioso di spesa pubblica e degrado.
Da qui la richiesta all’amministrazione di dare immediata attuazione all’atto di indirizzo approvato dal Consiglio comunale, attraverso misure concrete come sistemi di controllo, custodia e presidio.
La mancata attenzione al tema, conclude Scimonelli, comporterebbe il rischio di un progressivo deterioramento del patrimonio sportivo cittadino, ritenuto “non più tollerabile”.











