Aggiornato al 28/04/2026 - 14:25
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ZONA INDUSTRIALE

Polo Industriale siracusano, FIOM: “Grande incertezza, serve un cambio di passo immediato”

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Il sindacato traccia il percorso: “È indispensabile una regia pubblica che definisca un modello di sviluppo industriale”

La FIOM di Siracusa esprime forte preoccupazione per il futuro dell’area industriale della provincia, attraversata da profondi processi di trasformazione che rischiano di tradursi in un ridimensionamento produttivo e occupazionale. Il petrolchimico siracusano, secondo il sindacato, “pur rappresentando un asset strategico per l’intero Paese rileva l’assenza di una chiara politica industriale nazionale ed europea capace di governare la transizione energetica e garantire continuità produttiva, tutela dell’occupazione, sostenibilità ambientale e indipendenza energetica”.

 

L’attenzione di FIOM è sulle operazioni di cessione e riorganizzazione in corso, da non lasciare esclusivamente alle dinamiche di mercato, al profitto. “È indispensabile una regia pubblica che definisca un modello di sviluppo industriale, evitando scelte frammentate e prive di visione. La prospettiva della riconversione, inclusa la realizzazione di impianti come le bioraffinerie o quelli per la produzione di idrogeno, deve essere strategica, non può rappresentare una soluzione parziale o sostitutiva non accompagnata da investimenti strutturati e garanzie occupazionali certe. Il rischio concreto è quello di una perdita di posti di lavoro e di competenze”.

 

La FIOM segnala come già oggi centinaia di lavoratrici e lavoratori siano coinvolti in situazioni di incertezza, con ricadute pesanti sul tessuto sociale del territorio. “I metalmeccanici ritengono inaccettabile l’assenza della politica e del governo e l’ambiguità di Confindustria, mentre si sta consumando una ristrutturazione industriale mascherata da riconversione green che non può che produrre deindustrializzazione, perdita di posti di lavoro e di competenze. La prospettiva degli investimenti ‘annunciati’, senza un piano industriale, senza garanzie occupazionali vincolanti non sono la soluzione ma un alibi per ridurre produzione e lavoro, occorre invece ricostruire una filiera industriale completa”.

 

Le bonifiche, il riutilizzo delle aree di Punta Cugno e Marina di Melilli, lo sviluppo logistico portuale, rappresentano per il sindacato un insieme importante di interventi che se coordinati ed integrati in un contesto articolato di infrastrutture industriali, energetiche e logistiche possono trasformare il petrolchimico siracusano in un innovativo modello di produzione con nuove funzioni, che rappresentano la condizione indispensabile per diventare un Hub energetico integrato e assumere un ruolo strategico nell’area del mediterraneo.

 

“I metalmeccanici non possono accettare che il futuro di migliaia di lavoratori venga deciso nelle stanze chiuse, scaricato sulle comunità locali senza il loro reale coinvolgimento. Senza un intervento pubblico forte e immediato, il rischio è la perdita di posti di lavoro, l’impoverimento del territorio e l’arretramento industriale. Per questo chiedono con urgenza, l’apertura di un tavolo nazionale con il coinvolgimento diretto delle organizzazioni sindacali e del territorio. È necessario un cambio di passo immediato per evitare un declino che avrebbe conseguenze gravissime per il territorio e per l’intero sistema industriale nazionale”.

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