Il capogruppo di Fratelli d’Italia attacca la Giunta sugli investimenti mancati: “I 42 milioni di Aretusacque gravano sui cittadini. Persi i fondi del PNRR?”
Non si placano le polemiche sulla gestione del servizio idrico integrato nel capoluogo aretuseo. A margine del dibattito tenutosi nell’aula del Consiglio comunale, il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Romano Cavallaro, ha espresso forti perplessità sulla ricostruzione fornita dal primo cittadino in merito ai ritardi accumulati nella costituzione della società consortile e nella definizione del gestore unico per la provincia.
Secondo l’esponente di opposizione, la mancata accelerazione nell’iter dell’ATI avrebbe precluso all’ente locale l’accesso a importanti canali di finanziamento pubblico a fondo perduto.
Cavallaro punta il dito sulle scelte strategiche compiute negli anni passati a capo dell’Assemblea Territoriale Idrica, sollecitando chiarezza formale sull’accesso alle risorse nazionali ed europee:
«L’intervento del Sindaco ha chiarito un aspetto fondamentale: ha spiegato che da Presidente dell’ATI non riteneva l’Assemblea lo strumento adatto per partecipare ai grandi bandi di finanziamento. Questa affermazione spiega perché il percorso per la costituzione del gestore unico non sia stato completato entro il 2022. Una scelta politica che implica precise responsabilità: resta da chiarire quale incidenza abbiano avuto quei ritardi sulla possibilità di intercettare i bandi PNRR, il Fondo nazionale idrico e il FESR Sicilia 2021-2027». — Paolo Cavallaro, Capogruppo Fratelli d’Italia Siracusa
Un ulteriore elemento di preoccupazione sollevato dal gruppo consiliare riguarda la sostenibilità economica del piano di investimenti da 42 milioni di euro annunciato per la rete cittadina e gestito da Aretusacque:
«Si tratta certamente di opere necessarie, ma questi investimenti saranno finanziati attraverso il piano economico-finanziario del gestore e ricadranno direttamente sulle tariffe e sulle bollette pagate dai cittadini. I residenti hanno il diritto di sapere se gli interventi che oggi pagheranno a caro prezzo avrebbero potuto essere coperti da risorse europee o nazionali a fondo perduto. Su questo punto la trasparenza deve essere totale».





