Peter Spataro e Maria Concetta Monaco, indipendenti, replicano al comunicato di Forza Italia sulla collocazione politica dei consiglieri critici verso il piano rifiuti, rivendicando autonomia di giudizio
“E ve ne state accorgendo ora?”. E’ una politica a “lungo termine” o “scoppio ritardato” quella pachinese. Sono trascorse già un paio di settimane dalla polemica sollevata dal gruppo consiliare di Forza Italia che chiedeva conto del collocamento – se in maggioranza o all’opposizione – degli ex forzisti Peter Spataro, vicepresidente dell’aula di via XXV Luglio e Maria Concetta Monaco (ed anche di Milena Spataro di Rinascita).
La risposta degli indipendenti – è proprio il caso di dirlo – si è fatta attendere.
“Una domanda legittima – ammettono Spataro e Monaco – Peccato però che arrivi con un certo ritardo. Quando lo scorso novembre abbiamo deciso, stanchi di non avere una identità ma di essere dei meri esecutori di pensieri di altri, di vita da social con like da mettere e post da condividere, opinioni personali da non condividere ma solo da sottostare a coloro che decidevano secondo le loro linee di pensiero e di interesse, di lasciare un partito perché la gestione familiare non la condividevamo, non ricordiamo particolari crisi di coscienza, né comunicati accorati, né assemblee politiche convocate d’urgenza per stabilire con esattezza la nostra collocazione nel consesso civico.
Evidentemente, allora la geometria politica era chiara a tutti. O forse, più semplicemente, faceva comodo non porsi troppe domande.
Oggi, invece, davanti a posizioni critiche su un atto delicato come il piano rifiuti, ecco rispuntare il grande tema della “coerenza politica”.
I due consiglieri fanno riferimento all’ultimo consiglio comunale, dello scorso luglio, in cui è stato approvato il piano di gestione dei rifiuti ma con il loro voto contrario.
“Viene allora spontaneo chiedersi – continuano i due – se questa improvvisa ricerca di chiarezza sia davvero dettata dall’interesse per la stabilità amministrativa o se, piuttosto, serva ad aprire la strada a qualche riequilibrio interno, magari finalizzato a sottrarre qualche assessorato all’area di Rinascita, ma ovviamente queste sono solo considerazioni da salotto e naturalmente sarà solo una coincidenza. Del resto, in politica le coincidenze abbondano sempre, soprattutto quando si parla di poltrone.
Fa sorridere leggere che qualcuno avrebbe “messo a repentaglio” l’approvazione della Tari ridotta. Se il rischio era davvero così concreto, viene spontaneo chiedersi perché la maggioranza abbia affrontato il voto con tanta serenità. Forse perché i numeri erano già stati ampiamente verificati e garantiti? D’altronde, le indiscrezioni su una crescente disponibilità da parte di settori dell’opposizione a sostenere alcuni provvedimenti non sono certo una novità”.
Il riferimento è chiaro: dentro l’aula di via XXV Luglio pare ci siano movimenti in entrata, dalle opposizioni alla maggioranza a sostegno del sindaco, Giuseppe Gambuzza.
“In questo contesto – spiegano Spataro e Monaco – appare poco credibile tentare di scaricare su altri le responsabilità che appartengono esclusivamente alla gestione politica della maggioranza. Quanto alla vigilanza sugli atti amministrativi, ricordiamo che non è un capriccio, né una ricerca di visibilità, ma un dovere preciso di ogni consigliere comunale. Controllare procedure, delibere e atti che incidono sui cittadini non significa danneggiare Pachino: significa evitare che Pachino paghi, domani, errori commessi oggi. Continueremo a svolgere il nostro mandato con serietà e senso di responsabilità, valutando gli atti nel merito e non sulla base della provenienza politica di chi li propone, così come è accaduto per il caso Sogert.
Se poi per qualcuno ogni osservazione critica diventa automaticamente un tradimento, forse il problema non è la posizione dei consiglieri indipendenti, ma l’idea stessa di maggioranza: non un luogo di confronto, ma una stanza in cui si entra solo per alzare la mano.
I cittadini meritano chiarezza, certamente. Ma la meritano tutta. Anche su chi oggi invoca coerenza dopo averla lasciata dormire tranquillamente finché faceva comodo”.











