Una busta contenente un proiettile e una lettera con frasi minatorie è stata indirizzata, nelle scorse settimane, al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. Il gesto ha fatto scattare gli accertamenti delle autorità competenti e ha suscitato una serie di reazioni dal mondo istituzionale compresi Renato Schifani e Mimmo Turano.
Tra le prime voci di solidarietà anche quelle arrivate dalla Sicilia. Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha espresso «piena e totale solidarietà, a nome mio e del mio governo, al ministro Giuseppe Valditara».
«I tentativi di condizionare con la violenza la vita democratica del Paese attraverso le minacce nei confronti di chi è chiamato a responsabilità di governo – ha dichiarato Schifani – sono inaccettabili e devono essere respinti in modo unanime e inequivocabile». Il governatore siciliano ha auspicato che «gli autori di questo esecrabile atto siano individuati al più presto e perseguiti in maniera inflessibile», sottolineando la necessità che il ministro «vada avanti nel suo lavoro senza lasciarsi condizionare dai tentativi di intimidazione».
Solidarietà anche dall’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano, che ha espresso «la più sincera vicinanza» a Valditara. «Confidando che gli autori di questo gravissimo gesto possano essere rapidamente individuati dalle autorità competenti – ha affermato – giunga al ministro l’abbraccio della comunità scolastica siciliana che lo aspetta a Palermo per gli Stati generali della scuola del prossimo 14 ottobre».
La notizia ha suscitato immediate reazioni dal mondo politico e istituzionale. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso solidarietà al ministro, definendo il gesto un atto intimidatorio che «non può trovare spazio in una democrazia» e auspicando che le indagini possano fare piena luce sull’accaduto.
Vicini a Valditara anche diversi esponenti del governo, che hanno condannato le minacce e ribadito come il confronto sulle politiche scolastiche debba rimanere nell’ambito del dibattito democratico.
Il ministro, esponente della Lega, negli ultimi mesi è stato al centro del dibattito pubblico per diverse riforme e iniziative legate al mondo della scuola, tra cui le nuove indicazioni su educazione, disciplina e organizzazione dell’attività scolastica.
Come riporta Ansa pare che la busta sia stata recapitata agli inizi di agosto alla sede del ministero a Roma e indirizzata al ministro. La missiva è giunta da anonimi che l’hanno inviata da Salerno, chiedendo – all’interno di un foglio – di denunciare presunte irregolarità sul rilascio di diplomi da parte di scuole private in provincia di Salerno. Allegato c’era anche un proiettile calibro 7,65.
Il caso resta ora al centro degli accertamenti per risalire agli autori della lettera e ricostruire l’origine della minaccia.












