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Appalti pubblici e affidamenti diretti: ad Avola il convegno del PD

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Presenti i vertici provinciali del partito e gli esponenti regionali e nazionali: il focus sulla gestione degli appalti pubblici

Ad Avola il convegno “Appalti pubblici e affidamenti diretti”, organizzato nei giorni scorsi dal locale circolo del Partito Democratico, ha permesso di conoscere le normative e compiere anche delle riflessioni politiche. Il segretario Nino Amato ha aperto i lavori entrando subito nel focus dell’evento, e ricordando come la legge Merloni ter abbia gettato le basi per la modernizzazione della normativa dei lavori pubblici, introducendo i principi di tempestività, trasparenza, correttezza e libera concorrenza in attuazione dell’articolo 97 della Costituzione riguardo ad appalti e concessioni.

All’introduzione di Amato è seguita la lectio magistralis di Salvatore Bianca, legale già membro dell’Avvocatura del comune di Siracusa, che ha spiegato quando ricorrono i presupposti di legge nell’affidamento di un lavoro, un servizio o una fornitura ad un operatore economico terzo senza dovere attivare alcun confronto competitivo. Tale fattispecie costituisce una procedura autonoma e distinta da quelle tipiche (aperta, ristretta e negoziata), caratterizzata dalla mancata consultazione di una pluralità di operatori.

“Questa procedura, originariamente con durata provvisoria, ma definitivamente confermata dal nuovo codice degli appalti, è prevista sia per gli appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria che per quelli di importo superiore, passati da 40.000 a 150.000 euro – le sue parole -. È evidente che l’affidamento diretto rappresenta una modalità di aggiudicazione eccezionale in quanto sottratta alle dinamiche del mercato e della concorrenza: per tale ragione fino ad oggi tale procedura era soggetta a strette limitazioni normative. La normativa vigente ha in via di principio confermato la separazione della responsabilità politica da quella gestionale”.

“La procedura di assegnazione di appalti d’importo limitato è divenuta una procedura largamente utilizzata, – ha precisato nel suo intervento l’on. Tiziano Spada, parlamentare regionale dem – con il ricorso al frazionamento dell’opera complessiva in lotti di entità ridotta, con i quali si aggira il limite imposto dalla legge”.

“Parimenti, – ha sottolineato nel suo intervento il sen. Antonio Nicita, – il meccanismo della proroga consente di procrastinare l’attribuzione di un appalto ad un analogo appaltatore, che non potrebbe essere ammesso in gara qualora l’appalto fosse assunto a nuovo bando. E’ evidente come la normativa in essere presenti ancora palesi lacune in termini di prevenzione delle pericolose infiltrazioni illecite, né risulta vengano esercitate le doverose procedure di controllo previste dalla legge a causa di carenze organizzative e di personale”.

Notevole la partecipazione di pubblico ad un convegno che, – come sottolineato dal segretario provinciale del PD, Piergiorgio Gerratana, “ha messo in luce quanto la trasparenza e l’accesso agli atti costituiscano elementi essenziali di controllo e verifica di una sana amministrazione pubblica”.

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