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Siracusa, spari nella notte in viale Regina Margherita, l’imprenditore Iraci: «Episodio isolato, vogliamo essere presidio di legalità»

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Jean Iraci, gestore e presidente cittadino del Silb: «Gesto isolato, indagini in corso»

Tre colpi d’arma da fuoco hanno raggiunto un’attività commerciale in viale Regina Margherita, a Siracusa, esplosi presumibilmente da alcuni giovani in sella ad uno scooter con il volto coperto. Sul posto ad assistere all’accaduto anche il personale della sicurezza del locale. Nessuno dei presenti è rimasto ferito. A parlare della vicenda è Jean Iraci, imprenditore, gestore del locale e presidente cittadino del Silb, la sezione territoriale dell’associazione italiana imprese da ballo e di spettacolo della Confcommercio.

«Quello che si è verificato è un episodio spiacevolissimo, fortunatamente non è successo nulla», dichiara Iraci, spiegando che sono in corso gli accertamenti da parte del comando dei Carabinieri per ricostruire la dinamica. L’imprenditore ha ribadito la ferma condanna di «qualsiasi atteggiamento del genere», sottolineando come la sua attività appena ripartita con il calendario autunnale degli appuntamenti di intrattenimento si ponga come «presidio di legalità in città poiché attiva nel prevenire dinamiche di violenza o delinquenza».

Tra le ipotesi circolate, quella di una ritorsione per un rifiuto all’ingresso del locale intorno all’una di notte. Iraci invita però alla cautela: «Possiamo presumere tutto, ci sono delle indagini in corso». E aggiunge che non esiste alcuna ragione per un gesto simile. «Pensare che una persona respinta all’ingresso di un locale – prosegue l’imprenditore – possa reagire in questo modo è allucinante».

Iraci si è detto preoccupato «non tanto per l’attività, ma per la città» e per quanto sta accadendo ad alcuni giovani, che «non si meritano di essere chiamati concittadini». Quella di Iraci, spiega, è una battaglia condotta sia come gestore sia come presidente del Silb. Convinto, anche in futuro, nel proseguire con la volontà di impedire l’accesso nei locali, il suo e quelli di tutta la città, a chi ha «atteggiamenti incompatibili con la clientela per bene».

Quanto all’episodio, Iraci lo definisce un fatto isolato nel percorso della sua attività. Il locale, sottolinea, è frequentato da «tanti bravissimi ragazzi», motivo di orgoglio per il gestore, che promette di mantenere saldi i principi su cui ha fondato il lavoro. «Per gente del genere, qui dentro – conclude – non c’è e non ci sarà mai spazio».

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