cane poliziotto siracusa

Traffico di oppiacei con gli Usa, 8 in manette e un medico interdetto

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Avvalendosi della compiacenza di un medico avrebbero organizzato un traffico di oppiacei tra la Sicilia e gli Stati Uniti.  Quasi tremila le false prescrizioni scoperte da polizia e guardia di finanza che hanno consentito ad un’organizzazione criminale con base ad Augusta  di inviare in America farmaci a base di ossicodone. Il narcotraffico è stato interrotto oggi dall’operazione “Fast shipping”, messa a segno dagli agenti delle questure di Siracusa e Catania e dai finanzieri dei comandi provinciali di entrambe le città su ordine del gip del Tribunale di Catania.

polizia e gdf siracusapressLe indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania sono state svolte dal commissariato di polizia e dalla compagnia della guardia di finanza di Augusta, con il supporto operativo delle unità specializzate della squadra mobile di Siracusa e del nucleo di polizia economico-finanziaria delle fiamme gialle di Catania. Nove le persone indagate, a vario titolo – tra cui cinque medici – per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti tra l’Italia e gli Stati Uniti d’America, prescrizione abusiva di farmaci, truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale, ricettazione e falsità commessa dal pubblico ufficiale in certificazioni.

Le manette sono scattate per Angelo Claudio Passanisi, Maria Lanna Passanisi, Massimo Corrado, Francesco Pasqua,  Antonino Spinali, Agata Agati, Lina Sponali e Domenico Zanti. A gli ultimi tre sono stati concessi gli arresti domiciliari.  Ad un medico, Santo Ternullo, è stato notificato il provvedimento di interdizione dall’esercizio della professione medica per 12 mesi, e gli sono stati sequestrati in via preventiva 115 mila euro.

In particolare, le indagini hanno evidenziato che l’organizzazione criminale, avvalendosi di medici compiacenti, avrebbe reperito l’ossicodone mediante prescrizioni di medicinali contenenti la sostanza a favore di persone decedute o che non necessitavano della terapia. I malviventi poi avrebbero effettuato molte spedizioni in territorio statunitense – utilizzando plichi appositamente imballati con materiali idonei a schermarne il contenuto a destinatari fittizi per frazionare i punti di arrivo della merce per ostacolare eventuali controlli.

Essenziale a questo proposito, per la concreta individuazione dei sodali residenti negli Stati Uniti d’America, è stata la cooperazione internazionale di polizia tra gli investigatori italiani e i funzionari dell’Homeland Security Investigations che si occupano del contrasto alle attività illecite transfrontaliere e che a gennaio scorso hanno arrestato in flagranza di reato un complice residente negli Stati Uniti al momento della ricezione di un plico contenente il farmaco.

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