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Crisi al Vermexio, la soluzione appare ancora lontana

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Abbandonato da Giancarlo Garozzo e preso a sportellate dal Pd, Francesco Italia sembra lontano dalla ricomposizione della giunta. E anche le opposizioni tirano calci…

[/vc_column_text][vc_text_separator title=”di Vincenzo Corbino”][vc_column_text]Tempi che non sembrano ancora maturi per ricomporre nella sua interezza la giunta Italia. Il sindaco, dopo le dimissioni dei due assessori in quota Italia Viva, Cosimo Burti e Alessandro Schembari, ha incassato le prese di posizioni dei vertici del Pd che hanno interrotto di fatto il dialogo sul rimpasto e i margini di manovra che si sono ridotti di molto.

All’orizzonte c’è per il primo cittadino una sfiducia che è stata formalizzata dall’ex sindaco e suo mentore Giancarlo Garozzo, esponente forte in città per il partito di Matteo Renzi e da una parte che resta consistente nel Pd. Nella squadra del sindaco e nel rimpasto che resta l’argomento all’ordine del giorno, le caselle da occupare sono proprio quelle lasciate vacanti da Burti e Schembari, mentre certi di una riconferma sarebbero Pierpaolo Coppa, Fabio Granata, Andrea Buccheri, Carlo Gradenigo, Maura Fontana, Rita Gentile e Sergio Imbrò.

Sullo sfondo resta poi anche aperta la partita relativa al possibile ritorno in aula del consiglio comunale, dopo che il dirigente dell’Ufficio legislativo e legale della Presidenza della Regione, Giuseppe Anzaldi ha chiarito che “lo scioglimento del consiglio comunale di Siracusa per la mancata approvazione del rendiconto di gestione, in assenza di una norma regionale ad hoc, appare illegittimo”, dopo l’esame del ricorso presentato da Ezechia Paolo Reale al presidente della Regione, inerente proprio lo scioglimento del consiglio avvenuto nel novembre del 2019. palazzo dei normanniA ribaltare la partita dovranno essere però due altri step, ovvero il giudizio della sezione consultiva del Cga e il responso dell’Ufficio legale della Presidenza della Regione.

Ma l’attività amministrativa della giunta Italia, è stata criticata anche dall’opposizione che con il commissario provinciale di Forza Italia, Bruno Alicata, ha invocato un “necessario quanto auspicabile passo indietro del sindaco, rassegnando le dimissioni”. “Abbiamo sempre nutrito forti dubbi sul modo di amministrare da parte del sindaco che nel corso di questo ultimo periodo si trova isolato e scaricato anche dai propri alleati e da chi lo ha sponsorizzato in sede di campagna elettorale – ha detto il commissario provinciale di Forza Italia – Italia è divenuto una sorta di podestà dopo lo scioglimento del consiglio comunale che rappresenta un vulnus democratico grave. Ad oggi ha raggiunto un grado di impopolarità evidente e di sfiducia da parte della stessa parte di città che lo ha eletto. A causa di scelte ammantate di finto ambientalismo poi si è arrivati a realizzare le piste ciclabili in città che ad oggi rappresentano un reale sperpero di denaro pubblico, senza che si sia raggiunto l’obiettivo originario. Decisioni che saranno cancellate quando torneremo ad amministrare la città. Ciò che infastidisce è che Siracusa è precipitata agli ultimi posti delle classifiche sulla qualità della vita, e le risposte date dal primo cittadino appaiono invero risibili e prive di contenuto realmente istituzionale”. Chiusura netta inoltre a possibili alleanze in vista del rimpasto in giunta. “Riteniamo – ha rilevato Alicata – che il sindaco abbia perso l’occasione della sua vita politica, rinunciando subito dopo lo scioglimento del consiglio comunale a confrontarsi con quelle forze politiche che proprio in consiglio avevano la maggioranza, non tenendo in alcun modo così il responso che gli elettori hanno espresso”.

Michele Mangiafico, leader del movimento “Civico4” è sulla stessa lunghezza d’onda, evidenziando la posizione di chiusura ad ogni possibilità di dialogo con l’attuale amministrazione retta dal sindaco Francesco Italia. “L’assenza del consiglio comunale – ha detto Mangiafico – unita all’incapacità di sostituire l’assemblea elettiva come camera di compensazione dei problemi vissuti dalla cittadinanza, ancora di più nell’anno della pandemia, hanno drammaticamente allontanato la città dall’istituzione, che, oggi, non è più neanche sostenuta dalla forza politica che l’ha promossa. Il venir meno delle restrizioni alle libertà civili e la possibilità di tornare a manifestare e dibattere pubblicamente rendono maturo il tempo di una riflessione da parte della città e delle forze politiche al fine di richiedere anche da un punto di vista popolare le dimissioni al primo cittadino e restituire alla città il diritto di scegliere come proseguire il suo percorso. Di ripresa, di recupero, di rinascita”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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