Teatro greco, Patti: “Gli organizzatori offrano letture reali sull’impatto dei concerti sul turismo”

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L’attivista siracusano: “Il teatro è un bene dell’umanità. Gli organizzatori ci dicano quanti hanno comprato un biglietto per il concerto e poi hanno pernottato in una stanza di albergo della città”

Sulla stagione dei concerti al teatro greco, appena conclusasi, c’è già chi dà i numeri, mostrando una fiera soddisfazione. Dimenticate le polemiche, messi da parte sbrigativamente gli allarmi degli archeologi e di esperti di fama mondiale sugli enormi rischi per il teatro, oggi chi ha tratto profitto da questa estate musicale tra le pietre antiche usa toni entusiastici. In attesa di verificare le condizioni di uno dei beni più importanti, non di Siracusa, ma dell’umanità, gli organizzatori dei sei concerti hanno fornito le cifre: 1,4 milioni di euro di incasso e una presenza complessiva di 30.000 spettatori. Dalla biglietteria arriva anche un’analisi delle provenienze degli spettatori e del loro impatto sull’economia della città (ristorazione, strutture ricettive, trasporti, ecc.). Si parla del 55% di persone non siracusane, di cui il 25% giunte dall’Italia continentale o dall’estero.

Presenze che avrebbero prodotto un indotto economico di circa 9 milioni di euro. Un successo, dunque, che avrebbe addirittura portato i fan dei cantanti che si sono esibiti qui a venire appositamente fino a Siracusa per i concerti. Un’idea che spinge la politica siracusana, con in testa il sindaco Italia, a commentare trionfalmente e ad annunciare che farà il possibile per ripetere la stagione dei concerti al teatro greco anche il prossimo anno (ma la competenza, a quanto pare, è regionale). Guai a parlare di rischi, guai a predicare prudenza, ad attendere le verifiche sulle condizioni della pietra (lo smontaggio delle coperture lignee è iniziato lunedì scorso, la cavea è stata in gran parte liberata ma non ancora del tutto). Quello che conta è l’indotto, il turismo, i dati, la capacità attrattiva dei concerti, il profitto delle imprese. Ma davvero esiste un collegamento diretto e un nesso causale tra il concerto e la scelta di venire e pernottare a Siracusa? O si tratta di persone già presenti qui, che hanno approfittato del concerto per passare una serata all’insegna della musica? E quanto conta tutto questo rispetto al valore inestimabile del teatro? Sono alcuni degli interrogativi posti a SiracusaPress da Giuseppe Patti, ex presidente di WWF Siracusa e attivista per l’ambiente: “Ho letto le cifre che sono state comunicate riguardo ai sei concerti che si sono tenuti al teatro greco. Sarebbe carino innanzitutto sapere se l’organizzazione, a fronte di tale incasso, ha restituito i 75.000 euro di cofinanziamento del Comune di Siracusa”.

Ma per Patti non è solo questo il punto, anzi quello principale è un altro e attiene alla lettura reale dei numeri e a una esigenza di verità, visto che peraltro è in gioco la salute di un bene prezioso: “Ho anche letto i mirabolanti dati che parlano di una maggioranza di pubblico non siracusano e di una provenienza per il 25% dall’Italia continentale o dall’estero, con un indotto economico attorno ai 9 milioni di euro. Siccome ne va dell’integrità di un bene che non appartiene a nessuno ma allo stesso tempo a tutta l’umanità e siccome ho letto anche le dichiarazioni a supporto dei concerti da parte del sindaco (che non è laureato in archeologia), del presidente di Noi Albergatori (neanche lui laureato in archeologia), della responsabile della CNA (neanche lei archeologa), circa l’integrità delle sacre pietre del colle Temenite, vorrei chiedere una cosa sulla quale sicuramente saranno preparati”.

La richiesta di Patti è molto precisa e punta alla massima trasparenza, per scongiurare l’ipotesi che i dati forniti non nascondano distorsioni e logiche propagandistiche: “Chiedo, in modo ufficiale e inconfutabile, essendo i biglietti nominali, di pubblicare i dati di quanti hanno comprato un biglietto per il concerto e, successivamente, hanno pernottato in una stanza di albergo della città. Chiedo a Sua Eccellenza il Prefetto di farsi garante, per evitare problemi di privacy, di questa accurata analisi che ci servirà a chiarire se il gioco vale la candela (non dovrebbe mai valerlo) e se quindi, a fronte di un flusso turistico (reale), le sacre pietre del teatro greco possono essere sacrificate per il profitto di pochi o tanti e non tramandate alle future generazioni”.

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