Sono francamente basito di fronte a polemiche sollevate ad arte per rallentare, ancora una volta, la scelta del presidente dell’Autorità di Sistema portuale della Sicilia Orientale.
Ad affermarlo è il vicepresidente della Commissione Trasporti, Paolo Ficara (M5s).
Premesso che non sono affezionato a nessun nome in particolare e che in questi mesi abbiamo dialogato con le altre forze politiche e con lo stesso ministro Giovanni.
Discussioni sempre su una rosa tutta di alto profilo e con competenze ed esperienza nel settore della portualità.
Senza una governance in grado di agire a medio e lungo termine, impossibile ragionare del futuro prossimo, nonostante i buoni risultati ottenuti negli ultimi anni.
Le vecchie “logiche” partitocratiche hanno già bloccato lo sviluppo portuale per decenni. Ora e adesso servono più che mai manager che conoscano le dinamiche portuali internazionali, che sappiano sviluppare i nostri porti in concorrenza con il resto del Mediterraneo e non per difendere interessi locali e di bottega, come purtroppo la vecchia politica ha fatto per anni. E come non vuol rassegnarsi neanche oggi, con la scusa del territorio di provenienza. Come se competenza e capacità in materia di porti e mercati dipendessero dalla nascita in questo o quel Comune. Fosse bastato questo, i famigerati anni del 61-0 ci avrebbero dovuto consegnare in eredità una Sicilia migliore e competitiva in infrastrutture. Cosa che, purtroppo, non è.



