Facciamo un gioco. Chiediamo a un folto gruppo di mamme, attente alla crescita e al benessere dei propri figli, ben distribuite in tutta Italia, di diversa età e grado culturale, quanto zucchero al giorno mangiano i loro bambini. Sono certa che almeno l’80% delle intervistate risponderebbe che limitano molto il consumo di merendine, caramelle e cioccolata in casa, e questo può essere vero oltre che encomiabile. Scendendo però nel particolare, scopriamo che i bambini nello spuntino di metà mattina o a merenda consumano anche un brik di succo di frutta, in estate spesso sostituito con il tè deteinato. E a tavola, a pranzo o cena, per gratificare le fatiche scolastiche, non si nega un bicchiere di limonata o una bevanda gassata all’arancia se non una a base di cola.
LA VERITÀ INASPETTATA.
La soddisfazione che si legge sui volti delle intervistate, ahimè, viene oscurata da una verità inaspettata. Sapete quanto zucchero “nascosto” consumano consapevolmente i vostri bambini? O meglio, quanto in realtà ne concedete loro? L’espressione compiaciuta si trasforma in perplessità. Va da sé che le cose si complicano con figli adolescenti, ma quello è un problema molto più complesso. Se limitiamo la nostra attenzione alla fascia di bambini che va dalla scuola materna fino alle medie, ci accorgiamo che in effetti la quantità di zuccheri raffinati quotidianamente consumata è notevolmente superiore a quella stimata. Un brik da 125 ml di un comune succo di frutta (pesca, pera, arancia-carota-limone, ananas….)
contiene una quantità di zucchero che va dai 15,5 gr ai 20 gr, a seconda se 100% frutta o dolcificato. Le cose non cambiano di molto se parliamo di bibite dissetanti come il tè, in questo caso deteinato, una bottiglietta da 250 ml contiene all’incirca 20 gr di zuccheri. Attenzione, non deve trarre in inganno la dicitura “dolcificato con fruttosio” perché anche questo è uno zucchero, ha solo un potere dolcificante superiore allo zucchero comune (saccarosio) per cui se ne impiegano quantità inferiori per ottenere lo stesso risultato. Ma parliamo comunque di zuccheri. Le bevande gassate? In una lattina a base di cola di 330 ml sono contenuti 35 gr di zucchero. Se guardiamo invece una consorella a base di concentrato di arancia, delle stesse dimensioni, saliamo a 39 gr. Cambiamo gioco: prendiamo le singole confezioni delle bevande appena citate e mettiamo in corrispondenza di ciascuna una bustina con la quantità di zucchero riportata in etichetta. Il risultato vi assicuro che sarà strabiliante.
LA SOLUZIONE C’È.
Chi vince alla fine? Vince chi sceglie consapevolmente, chi preferisce l’alternativa naturale anche se meno attraente a quella ben confezionata, chi alla fretta antepone l’attenzione, e chi con pazienza decide di invertire la rotta. Ciò non significa educare alla privazione, piuttosto limitare il consumo di alcuni alimenti solo a specifiche occasioni, momenti conviviali e di spensieratezza in cui è ampiamente concessa la trasgressione. “Semel in anno….” dicevano i latini, noi qualche millennio dopo possiamo anche aggiungere qualche altra occasione, facendo però attenzione che non si trasformi in dolce abitudine.
Fabiana Fanella






