Siracusa, concerti e delicata sacralità del Teatro Greco, la riflessione di Marika Cirone Di Marco

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La stagione di concerti “pop” al Teatro Greco di Siracusa ha aperto un dibattito esteso e articolato, tra coloro che ne sostengono la sicurezza anche nella delicata location e chi, invece, ritiene il luogo inadatto proprio perché troppo delicato.

Di seguito pubblichiamo l’intervento di Marika Cirone Di Marco, già deputato regionale ed esponente storico del Partito Democratico a Siracusa.

“15 anni non sono bastati da quando il Prof . Lazzarini, massimo esperto in materiali lapidei e il dt Matteini del Cern, consegnarono all’INDA, su sua richiesta, un documento sullo stato del Teatro Greco con una serie di consigli scientifici diretti a conoscerlo meglio e ad affrontarne i problemi già allora urgenti di conservazione. Da allora, puntualmente, ogni anno in prossimità della riapertura estiva del Teatro, il tema della sua tutela si è riproposto assieme all’ostinata indifferenza con cui Regione e Enti di riferimento lo hanno ignorato.

Anzi, vi è stata da parte della Regione una sorta di accanimento, per altro accolto senza batter ciglio da parte del Comune, della Sovrintendenza, della Direzione del Parco, quando la stessa vi ha programmato un nutrito calendario di concerti a seguire le rappresentazioni classiche. Non riuscendo a immaginare che una Istituzione come la Regione o lo stesso Comune possano mai volere il danneggiamento del più grande è prezioso teatro greco riconosciuto, mi sono chiesta se, avendo in uggia il parere di Lazzarini e Matteini chissà perché, ne avessero invece un altro (dall’Università, dalla Scuola di specializzazione in Beni Archeologici…)nei loro cassetti, altrettanto autorevole, tale da avallare le loro scelte e coprirne le responsabilità evidenti nella gestione del bene.

E altresì, sempre per la mia attitudine a fidarmi delle Istituzioni, a chiedermi se fosse un problema di carenza di risorse da destinare allo scopo di un intervento conservativo, salvo scoprire che negli ultimi mesi, regnanti Musumeci e Schifani, sono volati via per trasferte farlocche alla festa del cinema di Cannes e per festival e spettacoli una decina di milioni. E allora? Quale sortilegio malefico si è impadronito delle menti dei decisori politici? Davvero pensiamo che questa città meriti di dividersi nella finta e artata dicotomia tra chi vuole i concerti, purchessia, al Teatro Greco, e chi, i reprobi, vecchi gufi, “nemici da cuntintizza” non li vuole? Il punto è essere seri. E questo forse per qualche politico, a Palermo e a Siracusa, in cerca di facili applausi non è conveniente: meglio un uovo oggi, che la gallina domani.”

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