“La sensibilità e la responsabilità del Governo nazionale ha aiutato la Regione siciliana ad armonizzare, rateizzandolo in dieci esercizi finanziari, l’1,7 miliardi di disavanzo 2018, superando così l’ostacolo del doverlo ripianare con l’esercizio 2021. Un salvagente importante per le casse della regione e per il Governo Musumeci che però in cambio dovrà avviare una serie di riduzioni strutturali relativamente agli impegni di spesa corrente”. Così Paolo Amenta, coordinatore regionale di Base riformista Sicilia e presidente provinciale del Pd di Siracusa, che continua: “Questo vorrà dire che Musumeci dovrà attuare una sorta di tagli che non vorremmo siano fatti al solito in modo unidirezionale, senza alcun criterio logico, andando a pescare solo su alcuni capitoli e toccando solo alcune categorie. Se il taglio riguarderà sprechi, privilegi e dismissione di Consigli di amministrazione e carrozzoni inutili, siamo certamente d’accordo. Se invece il Governo regionale pensa di toccare i lavoratori o il sistema di governance dei Comuni e dei territori, o le risorse che garantiscono servizi essenziali ai cittadini, il nostro è un no secco e ci opporremo”.
Amenta conclude: “Intanto il presidente della Regione dovrà presentare anche un piano di utilizzo dei 420 milioni che il provvedimento del Governo nazionale gli permette di sbloccare dal bilancio per poter essere utilizzati nell’esercizio di quest’anno, sapendo che le priorità sono tante: dal sociale alla lotta alla povertà, dal sostegno alle fasce più fragili della popolazione al rafforzamento dei servizi socio sanitari territoriali, dalle infrastrutture alle scuole, alla viabilità, iniziando magari dalla rete viaria provinciale abbandonata da anni”.






