Un ipotetico “partito di Conte” potrebbe arrivare fino al 20%. A sostenerlo è l’ultimo report Eumetra, a cura del sondaggista Renato Mannheimer.
La popolarità del Presidente del Consiglio raggiunta nell’ultimo anno grazie all’emergenza covid, per le posizioni assunte o per la capacità di superare le crisi di governo, discutibili o meno, ha raggiunto vette altissime.
Non per ultima, la prova superata per un pelo sulla fiducia, con gli strascichi del caso pare tornare utile solo a lui e a un centro destra unito, considerato dai sondaggi accreditati, già vincente in una ipotesi di elezione anticipata.
“Il premier Conte con un suo movimento potrebbe avere uno spazio elettorale molto ampio: le nostre ultime rilevazioni dicono che è molto popolare”, dice Renato Mannheimer. “E’ vero – continua – che la popolarità non si traduce sempre in voti elettorali, ma abbiamo trovato una ampia potenzialità di voti, che dal 12-15% potrebbe arrivare anche a sfiorare il 20% dei consensi”.
Poi, avverte Mannheimer, “dipende molto dalla campagna elettorale e dal sistema elettorale che si adotterà: un proporzionale lo favorirebbe perché lo porrebbe anche nella condizione di arbitro della partita politica e parlamentare”.
Quanto all’area di “pescaggio” dei voti, per il sondaggista “arriverebbero non tutti ma sicuramente in gran parte dal M5s e in parte anche dal Pd che rischia di vedere abbassata la sua percentuale di voti da una discesa in campo di Conte. “Qualcosina anche dal centro, ma poca roba”.
E poi, aggiunge Mannheimer, “acquisterebbe una buona fetta di voti fra gli attuali indecisi che al momento non vengono rilevati dai sondaggi ma che poi vanno a votare. Lì avrebbe un vantaggio rispetto a tutti gli altri partiti”.
Infine, “potrebbe scalfire anche l’area dell’astensionismo e del voto di protesta: sarebbe per gli italiani, dopo quelle prima di Bossi, poi di Berlusconi, infine di Grillo, la nuova figura ‘non politica’ e il nuovo partito ‘non di politici’ da votare”.






