Amministrative a Siracusa, rischio “mercato delle vacche” tra i candidati? L’On. Carta presenta un’interrogazione

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“Proprio durante i giorni più caldi per la compilazione delle liste, si stanno registrando deprecabili iniziative mirate a sollecitare alcuni candidati particolarmente bisognosi e poco coerenti a trasmigrare da una lista all’altra e da un partito all’altro.”

Ecco un passaggio dell’interrogazione presentata dall’On. Giuseppe Carta a proposito dei cosiddetti cambi di casacca “in corsa”, proprio nelle fasi più delicate di costituzione delle liste che, tra pochissimi giorni, dovranno essere consegnate in maniera definitiva.

Il riferimento all’elemento economico della faccenda, il più fastidioso, è evidente nel richiamo allo status di “particolarmente bisognosi” di alcuni candidati, un presupposto che potrebbe indicare l’avvio di un vero e proprio “mercato delle vacche”, dove i “mastri di lista” vanno per “pesare” elettoralmente i papabili consiglieri e formulare quindi un’offerta per portarli dalla loro parte.

Sembra una cosa brutta, ma in realtà lo è davvero, anche perché, se non vogliamo essere ipocriti, è una cosa che c’è sempre stata ad ogni livello della politica, magari in modo più elegante e senza interrogazioni che lo denunciassero, ma non mancano storicamente casi eclatanti anche in parlamento, dove al posto dell’offerta economica entrano in ballo ruoli di potere o di sottogoverno promessi in caso di vittoria.

Nulla di nuovo sotto il sole dunque, tanto che nell’interrogazione Carta continua:Talvolta il cambio di casacca avviene, addirittura, dopo che il candidato aveva iniziato la propaganda elettorale all’insegna di un simbolo di partito, con tanto di volantini e manifesti, per poi proseguirla, con assoluta indifferenza, proponendosi con nuovi volantini e nuovi manifesti sotto un altro simbolo”. Senza vergogna, vuole dire Carta.

La richiesta al presidente Schifani – conclude Carta – è di avvisare assessori e dirigenti per vigilare che la “conversione” dei candidati non venga compensata con promesse di posti nel sottogoverno o negli staff di collaborazione degli assessori.

La cosa si fa più complicata perché l’eventuale dolo nel cambiare lista non è facile da dimostrare, anzi la costituzione, con il famoso “divieto di mandato imperativo” cristallizzato nell’articolo 67, rende persino vietato “legarsi a vita” ad un partito a prescindere, quindi chiunque può cambiare quando vuole la lista di appartenenza senza dover giustificare alcunché. Saranno eventualmente le circostanze a far sollevare dubbi, come appunto la nomina “ex post” in ruoli di sottogoverno, che però vanno sempre dimostrati e non possono essere espressi senza incorrere in denunce penali da parte del presunto candidato “venduto”.

Anche Edy Bandiera su un post social, supportato subito da Giancarlo Garozzo, ha espresso dubbi sulla questione della “caccia ai candidati”, ma finché non ci sono prove concrete, il tutto non può che essere derubricato a gossip politico.

Luca Cannata (FdI) rilancia le parole di Giuseppe Carta (Mpa): “impensabile campagna acquisti tra alleati”

Le parole dell’on. Giuseppe Carta sono condivisibili. Personalmente non sono a conoscenza di cambi di casacca a campagna elettorale nella mia lista, ma invito il nostro candidato sindaco, Ferdinando Messina, a non prestarsi ad alcun gioco di questo tipo e anzi rilancio: nessuna designazione assessoriale deve avvenire nei confronti di soggetti appartenenti ai partiti della coalizione che in campagna elettorale cambiano squadra secondo convenienza o promesse elettorali“. A dirlo è il deputato nazionale di Fratelli d’Italia, Luca Cannata, che riprende le parole del deputato regionale di Mpa secondo cui alcuni candidati starebbero trasmigrando da una lista all’altra e da un partito all’altro. “Questo sarà un patto elettorale – conclude Cannata – che vogliamo far rispettare ai nostri candidati, a partire dalle nostre liste. Impensabile anche ipotizzare una “campagna acquisti” all’interno della coalizione per questo ribadisco di non fare riferimento solo a sottogoverni regionali ma di dare il buon esempio già con le designazioni assessoriali e le nomine di carattere comunale“.

Ci aspetta un mese abbondante di campagna elettorale certamente al vetriolo, dove ai contenuti suppliranno in molti casi insulti, illazioni e tentativi di sminuire gli avversari. Lo spettacolo rischia davvero di essere penoso, ma i lettori, che hanno sempre ragione, sapranno certamente mettere ordine a questa grande confusione politica e mediatica.

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