Scieri, l’associazione Verità e Giustizia chiede di costituirsi parte civile

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Il 15 febbraio l’associazione Verità e Giustizia per Emanuele Scieri chiederà di costituirsi parte civile nel procedimento della procura di Pisa sull’omicidio di Emanuele Scieri, il giovane avvocato ucciso la notte del 14 agosto 1999 all’interno della Caserma Gamerra di Pisa.

In questi ventuno anni, sulla morte di Scieri è stato detto di tutto, si è parlato di suicidio, di incidente autonomo, di droga, depressione e psicofarmaci. C’è voluta tutta la forza e il coraggio di una famiglia distrutta e degli amici di Emanuele che non si sono mai arresi, che hanno continuato a chiedere giustizia e verità per un delitto atroce. C’è voluta la caparbietà della Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta dall’ex onorevole del PD Sofia Amoddio, che nella scorsa legislatura ha riaperto i fascicoli, li ha studiati, ha riportato a galla le incongruenze, le magagne nelle indagini e le omissioni. Un lavoro certosino e meticoloso che ha permesso alla Procura di Pisa di riaprire il fascicolo Scieri e di indagare tre militari – Andrea Antico, Luigi Zabara e Alessandro Panella – il generale Celentano, all’epoca, il capo supremo della Folgore e Salvatore Romondia.

Anche la Procura militare di Roma ha aperto un fascicolo, ma a differenza di quella ordinaria di Pisa, ha rinviato a giudizio solamente i tre ex caporali Antico, Zabara e Panella ed escludendo i vertici militari. L’associazione Verità e Giustizia per Emanuele Scieri ha chiesto di costituirsi parte civile anche nel procedimento del tribunale militare ma in questo caso, la richiesta è stata rigettata.

«Il 15 febbraio – spiega l’avvocato Alessandra Furnari, che insieme al collega Ivan Albo, assiste la famiglia Scieri – depositeranno la richiesta di costituzione di parte civile per la madre e il fratello di Emanuele e confidiamo che possa essere accolta anche quella dell’associazione nata pochi giorno dopo il delitto con lo scopo primario – come si legge nello statuto della stessa – di ricercare la verità. Come questioni preliminari – ha aggiunto l’avvocato Furnari – formuleremo anche una ulteriore richiesta di citazione per responsabilità civile nei confronti del Ministero della difesa».

Carlo Garozzo, amico e fondatore dell’associazione Verità e Giustizia per Scieri vuole crederci: «Saliremo a Pisa perché senza “Giustizia per Lele” non ci sarebbe mai stato un processo e per questo pretendiamo di poter essere parte civile e siamo fiduciosi che la nostra richiesta troverà in questo tribunale accoglimento per poter dire a testa alta: siamo parte di questo processo». 

Sulla vicenda processuale di Scieri pende ancora un conflitto di giurisdizione tra la Procura ordinaria di Pisa e quella militare di Roma, conflitto che sarà discusso in Cassazione il 23 febbraio e che, in base al pronunciamento della corte, attribuirà il l’onore e l’onore della giustizia ad uno dei due tribunali.

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