Legambiente respinge le accuse dell’Associazione Turistica Balneare Siciliana e difende quarant’anni di monitoraggi ambientali indipendenti
Legambiente respinge con fermezza le accuse mosse dall’Associazione Turistica Balneare Siciliana nei confronti di Goletta Verde, la storica campagna di monitoraggio ambientale che da quarant’anni percorre le coste italiane per verificare lo stato di salute del mare e denunciare le criticità legate all’inquinamento delle acque.
L’associazione ambientalista definisce “totalmente prive di fondamento” le contestazioni diffuse nei giorni scorsi, ribadendo che i monitoraggi vengono eseguiti secondo protocolli scientifici consolidati e attraverso analisi microbiologiche conformi alla normativa vigente.
Monitoraggi indipendenti e metodo scientifico
Da oltre quattro decenni Goletta Verde rappresenta uno dei principali programmi di monitoraggio ambientale partecipato a livello internazionale.
Le analisi vengono effettuate in punti ritenuti maggiormente vulnerabili, come foci di fiumi, canali e scarichi che convogliano le acque verso il mare, aree dove storicamente si concentrano le principali criticità ambientali.
Legambiente precisa che la campagna non ha mai avuto l’obiettivo di certificare la balneabilità delle acque né di formulare giudizi complessivi sulla qualità del mare o sull’attrattività turistica delle località costiere.
I dati raccolti costituiscono, invece, uno strumento indipendente di monitoraggio, finalizzato a individuare le sorgenti di inquinamento e a sollecitare interventi da parte delle amministrazioni competenti.
“Si attacca chi documenta il problema”
Secondo Legambiente, le critiche rivolte a Goletta Verde finiscono per spostare l’attenzione dal nodo centrale della questione: l’insufficiente sistema di depurazione delle acque reflue.
“Da quasi quarant’anni – sottolinea l’associazione – è più semplice mettere in discussione il lavoro di chi monitora il territorio piuttosto che chiedere conto alle istituzioni degli scarichi non depurati, dei depuratori malfunzionanti e dei ritardi cronici nel completamento del ciclo integrato delle acque.”
L’organizzazione ambientalista evidenzia come non sia mai stato sostenuto che l’intero mare della Sicilia sia inquinato, ricordando che i campionamenti riguardano esclusivamente punti notoriamente critici, individuati proprio per verificare dove gli inquinanti raggiungono il mare.
Nel comunicato, Legambiente richiama l’attenzione sulla situazione della depurazione nell’Isola, ricordando che una parte consistente delle sanzioni europee pagate dall’Italia per il mancato rispetto della normativa sulla qualità delle acque deriva proprio dalle carenze infrastrutturali di numerosi Comuni siciliani, inclusi alcuni capoluoghi.
Secondo l’associazione, il vero danno all’immagine del territorio non è rappresentato dalle attività di monitoraggio indipendente, bensì dalla persistenza di scarichi non adeguatamente trattati e dalla mancata realizzazione delle opere necessarie per garantire un’efficace depurazione.
Tra le criticità evidenziate emerge anche la carenza di informazioni destinate ai cittadini.
Legambiente segnala che, in quasi la metà dei punti monitorati, non sarebbero presenti i cartelli che indicano il divieto di balneazione, mentre risultano spesso assenti anche quelli relativi allo stato di qualità delle acque.
Una situazione che, secondo l’associazione, limita il diritto dei cittadini e dei turisti a ricevere informazioni puntuali e trasparenti sulle condizioni ambientali delle coste.
Nel ribadire le proprie posizioni, Legambiente richiama il caso della Senna, tornata balneabile grazie ai rilevanti investimenti realizzati in occasione delle Olimpiadi di Parigi 2024.
Un esempio che, secondo l’associazione, dimostra come anche corsi d’acqua storicamente compromessi possano essere recuperati attraverso una programmazione seria e investimenti strutturali nella depurazione.
“Il turismo si tutela affrontando le criticità e investendo nelle infrastrutture – sottolinea Legambiente – non delegittimando chi svolge monitoraggi indipendenti.”
“Continueremo a documentare i fatti”
L’associazione conferma che Goletta Verde continuerà il proprio lavoro lungo le coste italiane, rendendo pubblici i dati raccolti e sollecitando interventi concreti per migliorare la qualità delle acque.
L’obiettivo, conclude Legambiente, rimane quello perseguito da quarant’anni: contribuire alla tutela del mare attraverso controlli indipendenti, trasparenza delle informazioni e un sistema di depurazione finalmente efficiente.








