Il presidente del Libero Consorzio giustifica la scelta: “Lavoriamo per migliorare la nuova sede di via Modica”
Il presidente del Libero Consorzio di Siracusa, Michelangelo Giansiracusa, ha risposto alla lettera a lui indirizzata da una studentessa A. P. dell’istituto Alessandro Rizza che ha criticato la gestione del trasloco da via Diaz a via Modica. In un’altra lettera, che riceviamo e pubblichiamo, Giansiracusa analizza la questione.
“Cara A.P., Ho letto con grande attenzione le sue parole e non ho difficoltà a comprendere la sua amarezza. Chi rappresenta un’istituzione ha il dovere di operare delle scelte e assumersene la responsabilità come un buon padre di famiglia. Ogni scelta, operata in buona fede ed avendo a cuore l’interesse generale della comunità, crea inevitabilmente contenti e scontenti. Proprio per questa ragione, spesso e volentieri la politica decide di lasciare tutto com’è, perché se non scegli non scontenti nessuno e ti godi il tuo bel consenso.
Lei pensa che io sia felice di essere additato come un usurpatore di diritti ecc? No, non lo sono. Ma quando prestiamo giuramento nel ricoprire cariche pubbliche, ci impegniamo con tutti, quindi anche con lei, a scegliere ciò che ci sembra giusto, non quello che ci conviene. In questi mesi, da parte mia l’ascolto c’è stato ed è stato continuo, reale e documentabile. Mi spiace che nelle occasioni in cui ho incontrato tutti i rappresentanti degli Istituti della città solo quelli del plesso di via Diaz siano stati assenti. In ogni caso, ascoltare i diversi punti di vista non significa necessariamente poter accoglierli tutti o accogliere ogni richiesta.
Tre anni fa lei ha scelto un indirizzo di studi, un percorso formativo caratterizzato da specifiche materie. Non una sede fisica. Nulla di questo le viene sottratto. Il futuro degli studenti non dipende certo dall’ubicazione di un edificio ma dalle conoscenze, dalle abilità e dalle competenze che vengono trasmesse. Continuerà il suo percorso nella sede di via Modica, sulla quale stiamo lavorando per garantire spazi ancora più funzionali e adeguati alla didattica, con una soluzione di integrazione con i compagni dell’Insolera che io considero funzionale e produttiva per entrambe le comunità.
Il Rizza e l’Insolera, non per mia scelta, da due anni sono un unico Istituto Scolastico e adesso, anche grazie ad un’unica sede, costituiranno un’unica comunità scolastica. Il suo diritto allo studio non viene sminuito, mortificato o leso: al contrario, vogliamo garantirlo in un contesto più funzionale e con maggiori opportunità. Negli anni a Siracusa altri studenti di altre importanti Istituzioni Scolastiche (come il Gargallo ed il Gagini) hanno lasciato le sedi storiche per ragioni logistiche, strutturali, funzionali senza per questo gridare alla vergogna o alla mortificazione di un diritto e, di certo, non hanno perso la propria identità. Aggiungo, il Corbino non c’entra nulla con questa scelta.
Contrapporre voi studenti del Rizza-Insolera agli studenti del Corbino è sbagliato, scorretto e strumentale. Lei non è un numero. Nessuno studente del Rizza-Insolera lo è mai stato per noi. La sua posizione guarda solo ed esclusivamente a cio che è percepito da lei come la cosa giusta, ma una comunità si costruisce quando si mettono da parte gli “interessi” dei singoli e si guarda all’interesse generale. E la politica che alimenta egoismi, populismi, particolarismi e scelte non ancorate al bene comune fa soltanto un danno culturale alle nuove generazioni, a cui lei appartiene. Se me ne darà la possibilità mi farebbe piacere incontrarla per parlarle, così come è successo con tanti suoi coetanei nel corso dell’ultimo anno, per dimostrarle che non c’è nessuna violazione di legge, nessuna mancanza di rispetto, nessuna decisione frettolosa dietro la nostra scelta ma solo l’amore, la cura, l’attenzione verso l’intera ed unica comunità scolastica della città e della provincia”.












