Aggiornato al 09/02/2026 - 13:16
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Lutto

Addio al prof. Zichichi, il gigante della fisica che portò il mondo a Erice

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Si è spento a 96 anni lo scienziato che scoprì l’antimateria e fondò il Centro “Ettore Majorana”. Schifani: “Ha reso la Sicilia capitale della scienza”

La scienza italiana perde il suo volto più noto, la Sicilia perde uno dei suoi figli più illustri. È morto oggi, lunedì 9 febbraio 2026, all’età di 96 anni, il fisico Antonino Zichichi. Scienziato di fama mondiale, divulgatore instancabile e “polemista” controcorrente, Zichichi lascia un’eredità scientifica enorme, legata indissolubilmente alla sua isola grazie alla creazione del Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana” di Erice.

Nato a Trapani nel 1929, Zichichi ha scritto pagine fondamentali della fisica delle particelle. La sua carriera lo ha visto protagonista al Fermilab di Chicago e soprattutto al Cern di Ginevra. Qui, nel 1965, guidò il gruppo di ricerca che osservò per la prima volta l’antideuteron, il primo esempio di nucleo di antimateria complesso (formato da un antiprotone e un antineutrone).

È stato presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) dal 1977 al 1982, periodo in cui fu tra i principali promotori della costruzione dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, l’opera di ingegneria civile e tecnologica sotterranea più grande al mondo dedicata alla fisica nucleare.

Per i siciliani, Zichichi è soprattutto l’uomo che ha trasformato il borgo medievale di Erice in un faro globale del sapere. Fondando il Centro “Ettore Majorana”, ha portato in Sicilia 150 premi Nobel e migliaia di ricercatori da tutto il mondo, promuovendo la “scienza senza segreti e senza frontiere” anche negli anni più bui della Guerra Fredda. “Ha saputo abbinare il suo nome alla Sicilia – ha ricordato il governatore Renato Schifani – rendendo Erice un punto di riferimento internazionale. L’Italia perde uno scienziato di statura mondiale”.

Zichichi non è stato solo un uomo di laboratorio. Ha portato la scienza in televisione e sui giornali, combattendo una battaglia decennale contro l’astrologia e le superstizioni, che definiva una “Hiroshima culturale”. Tuttavia, la sua figura ha diviso spesso la comunità scientifica. Cattolico fervente, ha sempre cercato di conciliare fede e scienza, attirandosi critiche per le sue posizioni scettiche sulla teoria dell’evoluzionismo darwiniano (che considerava priva di una solida base matematica) e, più recentemente, per il suo negazionismo sul cambiamento climatico di origine antropica, contestando l’affidabilità dei modelli matematici utilizzati dai climatologi.

Un “figlio migliore d’Italia”, lo definisce il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, lodandone l’essere “non conformista” e l’aver combattuto contro “l’inquinamento culturale e i modelli catastrofisti”. Anche l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), per voce del presidente Fabio Florindo, ha ricordato il suo ruolo fondamentale nella formazione di generazioni di giovani ricercatori, proprio attraverso la scuola internazionale di geofisica ospitata a Erice.

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