Mario Matarazzo è un noto imprenditore della ristorazione che da Palazzolo Acreide ha avviato una florida attività a Dubai: “Sentiamo i missili sulla testa, ma gli alert costanti delle autorità ci tengono aggiornati”
La polveriera del Medio Oriente è esplosa, come noto, sabato scorso con gli attacchi congiunti USA-Israele all’Iran. La morte della guida suprema iraniana, l’ayatollah Khamenei, doveva essere il motivo scatenante la rivoluzione nel Paese, con l’auspicio di una rivolta interna nei confronti del regime. L’Iran ha invece risposto agli attacchi con ritorsioni nei Paesi del Golfo in cui sono presenti basi americane e a finire nel fuoco incrociato, questa volta, è stata anche l’isola felice di Dubai, la città della ricchezza e dello sfarzo orgoglio degli Emirati Arabi.
Abbiamo contattato Mario Matarazzo, imprenditore nato a Buscemi ma palazzolese d’adozione, da anni attivo nel campo della ristorazione e della produzione agroalimentare d’eccellenza, titolare di “Mamma Sicilia” nel quartiere “Al Safa” di Dubai.

“Stiamo bene al momento, anche se guarda caso poco prima della chiusura dei voli, ci aveva raggiunto la mia famiglia incluso mio figlio e mio nipote di 4 anni – ci spiega Matarazzo – in realtà il sistema di alert del Paese è molto attivo ed aggiornato, informandoci in tempo reale su ogni attacco in corso e dandoci suggerimenti su come proteggerci, ad esempio stando lontani dalle vetrate. Purtroppo la stessa attenzione non è arrivata dall’Italia – precisa – che si è limitata ad aggiornare i profili social dell’ambasciata con dei numeri di telefono da contattare, senza ulteriori informazioni.”
Visto che il Governo Italiano, insieme a tanti altri per la verità in Europa, è stato escluso da ogni informazione sull’attacco – la vicenda Crosetto, Ministro della Difesa rimasto per un giorno e mezzo bloccato a Dubai ne è lo specchio lampante – non stupisce l’impreparazione generale sulla vicenda.
“Il sistema di difesa ha comunque retto bene e in generale, nonostante l’ovvia preoccupazione, la vita qui continua e non ci sono scene di panico – prosegue Matarazzo – basti pensare che su 541 droni ne sono stati distrutti 506, oltre a due missili “cruise” su due e a ben 152 missili balistici su 165.”
Matarazzo, che ha la casa vicino all’aeroporto di Dubai attualmente chiuso, è stato anche testimone diretto degli ultimi attacchi, avvertendo distintamente le esplosioni: “Si è sentito un forte boato e abbiamo capito subito che l’obiettivo era l’aeroporto – continua – anche se secondo le ultime informazioni, forse potrebbe riaprire sabato prossimo.”
Chi si è trovato costretto a rimanere a Dubai, ha avuto dal governo in automatico sia il rinnovo dell’eventuale visto scaduto sia il pagamento dell’hotel per tutto il tempo necessario, un gesto che certamente è stato apprezzato dai numerosi cittadini stranieri bloccati in città.
“Più che colpire obiettivi militari, è evidente che la finalità degli attacchi sia quello di una destabilizzazione economica della regione – ha concluso Mario Matarazzo – sia da un punto di vista dei flussi turistici, sia degli investimenti, anche immobiliari, che di sicuro provocheranno miliardi di dollari di danni nel tempo.”
La situazione è in continua evoluzione e l’auspicio, ovviamente, è che tutti gli italiani possano rientrare sani e salvi nel più breve tempo possibile.









