A segnalarlo Luigi Tabita, direttore del Giacinto Festival di Noto: “Ecco un grave esempio di quanto lavoro culturale ci sia ancora da fare“
Un nuovo gusto di gelato proposto in una gelateria del centro storico di Catania, a pochi metri da piazza Duomo e dalla fontana dell’Amenano, ha acceso una discussione che va oltre l’aspetto gastronomico. Il prodotto, chiamato pistacchio gay, si presenta con il tradizionale colore verde all’esterno e una parte interna rosa, risultato dell’unione tra pistacchio e cioccolato rosa.
La segnalazione è arrivata da Luigi Tabita, direttore del Giacinto Festival di Noto, manifestazione culturale che da anni affronta tematiche legate alle identità Lgbtqi+. Secondo Tabita, l’uso di questa denominazione rappresenta un esempio di quanto sia ancora necessario lavorare sul piano culturale e linguistico, soprattutto in contesti frequentati da bambini e adolescenti.
Il punto centrale della riflessione riguarda l’impiego della parola “gay” nel linguaggio quotidiano, spesso utilizzata con un’accezione negativa e come forma di derisione, indipendentemente dal suo reale significato legato all’orientamento sessuale. In questo senso, il nome scelto per il gusto di gelato viene letto come un possibile rinforzo di stereotipi ancora diffusi, anche attraverso riferimenti cromatici che associano il rosa a una presunta fragilità.
La vicenda si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo del linguaggio nella costruzione delle percezioni sociali e sull’impatto che parole e messaggi possono avere nella vita quotidiana. Il caso del pistacchio gay, nato come proposta commerciale, è diventato così occasione di confronto sul rapporto tra comunicazione, cultura e sensibilità collettiva.




