Tre opere temporanee firmate da designer internazionali hanno attivato luoghi marginali del sito UNESCO. Il curatore Moncada: “Architettura come strumento di cambiamento”
Un filo invisibile ma potente che lega la pietra bianca di Siracusa alle rocce millenarie di Pantalica. Si è conclusa la quarta edizione del COSMO Festival, svoltasi nel corso del 2025 nei territori di Pantalica, Sortino e Siracusa. Il progetto nasce all’interno del programma di valorizzazione dei Comuni a vocazione turistico-culturale e si inserisce in un percorso che connette due luoghi straordinari e complementari: il Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa e la Necropoli di Pantalica, parti di un unico sistema culturale UNESCO.
L’iniziativa prende le mosse da un dato di fatto: Siracusa sta vivendo una forte crescita turistica, sostenuta da visitatori internazionali sempre più attenti alla complessità storica e urbana del territorio. COSMO prende forma proprio come Festival di Architettura, prevedendo la realizzazione di tre installazioni temporanee all’anno (per un totale di quindici in cinque anni), pensate come interventi smontabili e reversibili per attivare luoghi marginali o dimenticati.
Il concetto: dal “Kosmos” al laboratorio urbano
Il nome stesso del festival deriva dal greco kosmos, termine che indicava l’ordine armonico del mondo come sistema di relazioni tra natura, architettura e comunità. Come in un laboratorio urbano diffuso, la manifestazione ha invitato creativi a intervenire con installazioni capaci di restituire spazi alla cittadinanza. Le opere sono state realizzate dall’azienda siciliana Artedia e dal suo braccio operativo Disé.
I Protagonisti e il tema “Contesto”
Il tema centrale di questa edizione è stato Contesto, inteso non come vincolo ma come materia viva con cui dialogare. Tre i progettisti internazionali coinvolti:
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Didier Fiúza Faustino: architetto e artista franco-portoghese che esplora il rapporto tra corpo e spazio.
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Leopold Banchini: designer svizzero che lavora su architettura archetipica e antropologia.
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Fondamenta: studio che indaga la relazione tra spazio pubblico e memoria.
Le tre installazioni del 2025
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Sortino – “25054” (Fondamenta): L’opera nasce al margine di Sortino, dove un asse urbano si dissolve in una scala residuale. Il padiglione agisce come un dispositivo di proiezione verso il paesaggio: il volume ruota di 5,7 gradi per allinearsi perfettamente con l’Anaktoron di Pantalica, trasformando un margine urbano in un punto di orientamento che abbraccia visivamente anche Siracusa e Ortigia.
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Pantalica – “Asympta” (Leopold Banchini): Una micro-architettura speculativa che riflette sulle costruzioni sconosciute della civiltà preistorica locale. Utilizzando materiali locali, il progetto interroga il mito della capanna primitiva invitando alla sosta e alla riflessione nel paesaggio.
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Anaktoron – “Personal Kingdom” (Didier Fiúza Faustino): Nel cuore dell’Anaktoron, il palazzo del principe del XII secolo a.C., Faustino ha inserito una struttura nomade. L’installazione permette a chi la attraversa di sedersi su un “trono” temporaneo, instaurando una relazione fisica e simbolica con il luogo senza occuparlo, ma rivelandolo.
Il futuro del Festival: “Content”
Il curatore del festival, l’architetto Francesco Moncada, guarda già al futuro. Le prossime edizioni approfondiranno il tema Content, riflettendo sui significati e le narrazioni che abitano lo spazio. Sono già stati annunciati i prossimi ospiti: gli architetti spagnoli Parabase, il portoghese Nuno Melo Sousa e il tedesco Daryan Knoublauch, chiamati a consolidare COSMO come piattaforma internazionale di sperimentazione.
Un ringraziamento istituzionale è andato ai sindaci di Siracusa (Francesco Italia), Sortino (Vincenzo Parlato) e Ferla (Michelangelo Giansiracusa), oltre ai tecnici comunali che hanno supportato il progetto in un contesto delicato come quello UNESCO.








